Il passaggio del ciclone Jolina ha aggravato una situazione già fragile, portando l’entroterra tra Vibo Valentia e Serra San Bruno a un vero e proprio collasso della viabilità. Le intense precipitazioni hanno provocato frane, smottamenti e cedimenti stradali, rendendo difficili – e in alcuni casi impossibili – gli spostamenti. Intere comunità delle Serre e delle Preserre risultano oggi isolate o collegate da percorsi alternativi precari, con crescenti timori per la sicurezza.
Strade chiuse e percorsi a rischio: la mappa dell’emergenza
Il quadro attuale restituisce l’immagine di un territorio in grande difficoltà. La strada Filogaso–San Nicola da Crissa è stata riaperta, ma presenta cedimenti, fango e detriti, con condizioni di pericolo costante. Il percorso via Soriano è percorribile solo attraverso una viabilità alternativa, la cui stabilità resta incerta. Tra le criticità più gravi, il cedimento della SP47, che ha comportato la chiusura del tratto tra San Nicola da Crissa e Capistrano, mentre resta interrotta anche la strada tra Vazzano e Vallelonga, con pesanti ripercussioni su residenti e attività.
Isolamento e servizi ridotti: la rabbia dei cittadini
Dietro l’emergenza si nasconde un problema più profondo: quello di un territorio segnato da anni di isolamento e carenza di servizi essenziali. I cittadini denunciano una condizione ormai insostenibile, fatta di strade dissestate, collegamenti fragili e sanità sempre più distante, con ospedali ridimensionati o chiusi. Il rischio concreto è quello di trasformare queste aree in zone marginali, dove vivere significa resistere quotidianamente.
“Non è solo cambiamento climatico”
Sembra essere molto riduttiva la lettura legata al solo cambiamento climatico. La Calabria è da sempre un territorio a rischio idrogeologico, ma questo non può giustificare anni di mancata manutenzione e cattiva gestione. Il problema della viabilità nel Vibonese è strutturale e mai risolto, con un’emergenza che ormai è diventata normalità.
“Non siamo cittadini di serie B”
Queste comunità non possono essere trattate come “cittadini di serie B”. Si tratta di territori ricchi di storia e identità, che oggi rischiano di essere soffocati da isolamento, incuria e mancanza di investimenti. E mentre le strade cedono, cresce la sensazione che a crollare non sia solo l’asfalto, ma anche il rapporto tra istituzioni e territorio.









