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20 Marzo 2026
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Presunta truffa delle protesi, il Codacons scende in campo: “I fondi recuperati vadano all’Oncologia di Lamezia”

L'associazione dei consumatori tramite il presidente Di Lieto presenta un'istanza alla Procura e alla Regione Calabria: "Il denaro sottratto alla sanità torni ai malati".

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Il Codacons ha trasmesso una formale istanza alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme e alla Regione Calabria in merito alla presunta maxi truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) legata alla fornitura di protesi acustiche. L’indagine, che ha già portato al sequestro preventivo d’urgenza di tre società, ipotizza un collaudato sistema illecito: migliaia di pratiche sospette, esami mai effettuati e documentazione sanitaria falsificata per ottenere rimborsi pubblici indebiti. Il quadro investigativo è allarmante: le protesi sarebbero state prescritte persino a soggetti privi di patologie uditive, creando un danno economico e d’immagine incalcolabile per la sanità pubblica.

La denuncia di Francesco Di Lieto

Dure le parole di Francesco Di Lieto, esponente del Codacons, che sottolinea l’aspetto etico della vicenda: “Qui non siamo davanti a una semplice vicenda amministrativa, ma a un fatto che, se confermato, colpisce la parte più sacra dei diritti dei cittadini: la salute – dichiara Di Lieto del Codacons – Se qualcuno ha pensato di fare affari sulla pelle dei malati e sulle fragilità delle persone, la risposta delle istituzioni non può essere tiepida, burocratica o distratta”.

L’iniziativa del Codacons, pur nel pieno rispetto della presunzione di non colpevolezza e del lavoro degli inquirenti, punta a trasformare una “pagina oscura” in un’opportunità di riscatto per la sanità regionale. Secondo l’associazione, destinare le risorse all’Oncologia di Lamezia rappresenterebbe un atto di “giustizia utile”, capace di dare un segnale forte a chi combatte quotidianamente contro malattie gravi e necessita di assistenza d’eccellenza.

“Non basta accertare eventuali responsabilità. Non basta sequestrare. Occorre restituire al territorio ciò che gli è stato tolto. Il denaro eventualmente sottratto alla sanità deve tornare alla sanità, in modo trasparente, verificabile e con una destinazione chiara: cure, tecnologie, macchinari, assistenza – prosegue Di Lieto – Per questo chiediamo un’assunzione di responsabilità immediata anche da parte della Regione Calabria. Non servono formule di rito, ma atti concreti. Se sarà confermato un danno alla sanità pubblica, quelle risorse non possono disperdersi nei capitoli indistinti della burocrazia: devono diventare un segnale forte e visibile di giustizia riparativa per il territorio lametino. Destinare le somme recuperate all’Oncologia di Lamezia significherebbe compiere una scelta di verità e di giustizia: trasformare una pagina oscura della sanità in un aiuto reale per chi combatte ogni giorno la malattia. Questo chiediamo. Ed è su questo che misureremo la serietà delle istituzioni”.

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