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20 Marzo 2026
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Trasporto pubblico locale a Cosenza, lavoratori Amaco in presidio permanente

Dopo la cessione, sindacati e istituzioni in allarme. “Servizio garantito, ma futuro incerto”

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Si fa sempre più delicata la situazione attorno all’azienda di trasporto pubblico Amaco di Cosenza. Dopo il passaggio al Consorzio Autolinee Tpl, si moltiplicano gli appelli per la tutela dei livelli occupazionali, tra cui quello del sindaco Franz Caruso.
Nel frattempo, i lavoratori hanno annunciato l’avvio di un presidio permanente, ribadendo però la volontà di non creare disagi alla cittadinanza: “Il servizio non subirà alcuna variazione: gli autobus continueranno a circolare regolarmente”, assicurano i sindacati insieme ai dipendenti.

Una cessione che fa discutere

Al centro delle polemiche c’è l’operazione che ha portato alla vendita dell’azienda. Una società con 111 dipendenti e un valore stimato intorno ai 4,5 milioni di euro è stata ceduta per circa 2,1 milioni. Un dato che alimenta dubbi e critiche, con il timore che l’operazione possa penalizzare l’interesse pubblico.
Le conseguenze potrebbero ricadere soprattutto sui lavoratori: circa venti posti sarebbero già a rischio, ma il numero potrebbe aumentare nei prossimi mesi.

L’allarme dei sindacati: “Situazione gravissima”

A lanciare l’allarme è la CGIL di Cosenza insieme alla Filt, che parla di “preoccupazione profondissima”.
Secondo il sindacato, quanto sta accadendo potrebbe rappresentare solo l’inizio di una crisi più ampia, con il rischio concreto di un progressivo ridimensionamento dell’azienda e del servizio pubblico.
“Non è solo una vendita – sottolineano – ma il rischio di mettere in difficoltà decine di famiglie e di indebolire un servizio essenziale”.

Nodo politico e istituzionale

La vicenda si intreccia anche con il piano politico. L’assessore regionale ai Trasporti Gianluca Gallo aveva indicato come possibile soluzione l’ingresso di Amaco in Cometra, il consorzio che gestisce il servizio, ipotesi che avrebbe garantito continuità occupazionale e stabilità industriale.
La scelta di una strada diversa alimenta ora interrogativi su trasparenza e gestione del processo, aprendo quello che viene definito un vero e proprio “corto circuito istituzionale”.

Un futuro ancora incerto

Il quadro resta in evoluzione e carico di incognite. Da un lato, i lavoratori mantengono il servizio attivo, cercando di non pesare sui cittadini; dall’altro, cresce la preoccupazione per il futuro occupazionale e per la tenuta di un servizio pubblico fondamentale.

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