È già sparita. La pensilina della discordia installata in piazza Duomo non c’è più: il Comune di Vibo ha provveduto alla rimozione in tempi record, disinnescando – almeno in parte – un caso che nelle ultime ore aveva acceso il dibattito cittadino tra tutela del patrimonio e arredo urbano. Una retromarcia che arriva mentre la vicenda è finita sotto la lente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, pronta ora a effettuare un sopralluogo ufficiale sull’area.
La rimozione dopo le polemiche
La struttura, installata a pochi metri dal Duomo di San Leoluca, aveva sollevato critiche immediate per il suo impatto visivo e per la collocazione in un contesto storico e monumentale di particolare pregio. In poche ore la questione è diventata un caso cittadino, alimentato dalla preoccupazione per la tutela del centro storico e per il rispetto dei vincoli esistenti.
A far crescere ulteriormente l’attenzione è stata la segnalazione dell’archeologa Mariangela Preta, che ha riportato alla memoria quanto emerso proprio in quell’area durante precedenti lavori, quando vennero individuati resti strutturali di età ellenistica, considerati di grande valore scientifico per la ricostruzione delle origini dell’insediamento urbano. Un elemento che ha contribuito a rendere ancora più delicata la vicenda, fino alla decisione del Comune di procedere rapidamente con la rimozione della pensilina e liberare la piazza.
L’esposto: “Possibili irregolarità e rischio per l’area archeologica”
Nella comunicazione trasmessa alla Soprintendenza e, per conoscenza, ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, Preta ha parlato esplicitamente di una “grave criticità relativa all’installazione della struttura”, sottolineando come la presenza della pensilina risultasse problematica sotto più profili. “Interferisce con un contesto monumentale di elevato valore storico-artistico e paesaggistico, alterando la percezione visiva e prospettica del principale edificio di culto cittadino e dello spazio urbano circostante”, ha evidenziato l’archeologa, aggiungendo che l’intervento “appare potenzialmente realizzato in assenza delle necessarie autorizzazioni preventive previste dalla normativa vigente” e che insiste su “un’area di accertato interesse archeologico nel sottosuolo”.
Da qui la conclusione, altrettanto netta: l’installazione “potrebbe configurare un intervento non compatibile con le esigenze di tutela del patrimonio archeologico e monumentale”, oltre a rappresentare “un possibile fattore di rischio per la conservazione delle evidenze presenti nel sottosuolo”.
Il caso nel mirino della Soprintendenza
La segnalazione ha immediatamente attivato gli organi di tutela. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio avrebbe già risposto annunciando un sopralluogo previsto per la prossima settimana, passaggio necessario per verificare la regolarità dell’intervento e la sua compatibilità con i vincoli archeologici e paesaggistici.
Sul piano normativo resta centrale il riferimento all’articolo 49 del Codice dei Beni Culturali, che vieta l’installazione di cartelli o mezzi pubblicitari in prossimità di beni tutelati senza specifica autorizzazione, proprio per preservarne il decoro e la visibilità. Un quadro che rende ancora più rilevante l’accertamento annunciato dagli uffici ministeriali.
La replica politica: il post di Colelli
Nel pieno della polemica è intervenuto l’assessore alla manutenzione Francesco Colelli, che ha affidato ai social una replica dai toni critici rispetto all’attenzione mediatica sulla vicenda. “Oggi mi era venuta voglia di guardare il Duomo di Sal Leoluca ma, come si può bene vedere dalla foto, mi è stato reso impossibile dall’enorme pensilina che ne impedisce la visuale”, ha scritto, aggiungendo: “Sfruttando le prospettive della macchina fotografica, si possono fare miracoli…si può anche occultare un Duomo…”. Colelli ha poi precisato: “Premesso che la pensilina non è stata installata dal mio settore come alcuni giornalisti hanno pensato, il problema è un altro: è normale che, in questa città, faccia più notizia la collocazione di una pensilina e non che, finalmente, a Vibo Valentia sta per partire, dopo decenni, un trasporto pubblico serio e coordinato, con tanto di fermate e pensiline?”.
Nel post non manca l’attacco politico: “È normale che il centrodestra vibonese gridi allo scandalo per una pensilina posizionata a 70 metri dal duomo quando, con le precedenti amministrazioni, sono stati autorizzati dehors di locali ad un paio di metri dalle porte delle chiese?”. Infine, una riflessione amara: “Ora, io non so se la pensilina rimarrà lì, anche perché non sono ancora collocati in modalità fissa… Ma questa città, delle volte, fa davvero sorridere… P.s. La foto è reale e tutti possono andare a controllare…”. In effetti è stata scattata subito dopo la rimozione a cui è seguito il post di Colelli sulle sue pagine social.









