Atti falsi per formare una documentazione medica, con la carta intestata dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, ora Dulbecco, su pazienti a volte ignari, altre volte non necessitanti di ausili proteisici, altre ancora per esigenze di riconoscimento o aggravamento della invalidità civile, attestando che gli stessi fossero stati sottoposti a visita otorinolaringoiatra nella struttura ospedaliera e che i pazienti avevano necessità di ausili acustici, anche se non sottoposti a visita. Atti inoltrati al distretto socio sanitario di Lamezia Terme da tre aziende: Sordità di Antonio Ferragina & C. Sas, Acustica Lametina, Otoacustica Sud Srl, destinatarie di un decreto di sequestro preventivo di urgenza vergato dal procuratore facente funzioni di Lamezia Vincenzo Quaranta nell’ambito di un’inchiesta che conta dieci indagati tra imprenditori e medici (LEGGI).
Carte mediche false e la truffa ai danni dell’Asp e Ssn
Le aziende, ottenuta l’approvazione a spese del Sistema sanitario nazionale, provvedevano a formare un’ulteriore documentazione mendace, diretta a far risultare l’avvenuta fornitura e collaudo delle protesi, per ottenere direttamente il pagamento della fattura. Dietro questo sistema ci sarebbe stata un’associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione materiale ed ideologica in atti pubblici e alla truffa aggravata ai danni dell’Asp di Catanzaro con la complicità di imprenditori e camici bianchi. Un’organizzazione in cui ciascuno avrebbe avuto ruoli ben definiti: i rappresentanti legali e soci della Otoacustica Sud srl sino al 18 ottobre 2025 e della Sordità di Antonio Ferragina & C, rispettivamente Antonio Leuzzi e Antonio Ferragina, sarebbero stati i promotori, coloro che avrebbero utilizzato le loro strutture aziendali, di intesa con alcuni medici della Struttura operativa complessa di Otorinolaringoiatria e Patologia Cervicofacciale dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, ora Dulbecco, per redarre la falsa documentazione medica nella struttura ospedaliera di Catanzaro, in violazione delle regole che disciplinano l’accesso agli ambulatori secondo un rigido sistema di prenotazione. Avrebbero fatto presentare il beneficiario, senza sottoporlo di fatto a visita e al relativo esame audiometrico
nelle proprie ditte, disponendo dei timbri dei medici o di documentazione in bianco già firmata dagli stessi sanitari, redigendo i falsi collaudi degli apparecchi protesici.
Le strategia per eludere le indagini
Avrebbero reclutato o individuato le persone in favore delle quali avviare le pratiche dirette a ottenere a carico del sistema sanitario pubblico la relativa spesa, nonché a curare ogni aspetto volto a creare una apparente regolarità della pratica, gestendo i rapporti con medici e Asp deputata alla approvazione della pratica e alla liquidazione della spesa. E avrebbero anche previsto ogni accorgimento volto, in caso di indagini o di accertamenti di polizia giudiziaria, a non far emergere le reali dinamiche illecite, indottrinando i presunti beneficiari delle protesi acustiche su cosa dichiarare in caso di escussione da parte dell’ autorità giudiziaria.Vittoria Civale, secondo le ipotesi accusatorie, partecipe dell’associazione, amministratrice e rappresentante legale della Otoacustica Sud Srl, in stretta collaborazione con Leuzzi, per la Procura provvede alle attività necessarie per la gestione delle pratiche finalizzate ad ottenere, con la falsa documentazione, il pagamento della spesa dal Ssn, intrattenendo rapporti con l’Asp di Lamezia Terme, Aldo Viterbo, anche lui partecipe dell’associazione, dipendente della Sordità di Ferragina Antonio & C. SAS, dal 21.01.2021, collabora con Ferragina nella gestione delle pratiche volte ad avere illecitamente il pagamento da parte dell’Asp di Catanzaro, curandone gli aspetti documentali.
Le pratiche illecite per ottenere rimborsi
Il figlio di Antonio Ferragina, Sergio, partecipe dell’associazione, legale rappresentante della Acustica Lametina srl, che è subentrata di fatto alla Sordità di Ferragina Antonio &c Sas, nella gestione del meccanismo illecito, collabora con il padre nella gestione delle pratiche per ottenere illecitamente il rimborso della spesa da parte dell’Asp di Catanzaro, predisponendo la relativa documentazione. Per la Procura avrebbe curato i rapporti con la Otoacustica e con il dominus Leuzzi, attraverso diretti e funzionali rapporti con il dirigente del distretto sanitario lametino, Magliocchi, addetto ai controlli e all’autorizzazione della spesa. Abile, a cambiare modus operandi in ragione della conoscenza delle indagini in corso, avrebbe accompagnato personalmente i pazienti, individuati quali destinatari delle protesi acustiche, all’Ospedale, intrattenendo i rapporti con i
dirigenti medici, assicurandosi, in assenza di visita, esame audiometrico e collaudo, la documentazione necessaria per ottenere la spesa a carico del sistema sanitario.
Il ruolo dei dirigenti medici
Francesco Leuzzi, anche lui partecipe dell’associazione, figlio di Antonio, tecnico audiometrista al centro polivalente Smavi, dove di fatto opera la Otoacustica Sud, collabora con il padre nella predisposizione della documentazione medica falsa, necessaria per ottenere l’autorizzazione delle pratiche con spesa a carico del sistema sanitario nazionale, provvedendo infine a redigere la scheda di consegna protesi. La Procura individua come partecipi anche i medici Antonio Cantaffa, Claudio Macrì e Giuseppe Petitto, dirigenti in servizio alla Struttura Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico facciale dell’ospedale Pugliese, che avrebbero intrattenuto rapporti di collaborazione professionali privatistici con l’Otoacustica, formando documentazione pubblica fuori dalla struttura ospedaliera, consentendo a Leuzzi e a Ferragina, quali dominus delle ditte coinvolte, di poterla formare a proprio nome, nel momento in cui il sodalizio decideva di cambiare strategia a seguito della conoscenza delle indagini da parte della polizia giudiziaria, provvedendo a formare gli atti previa presentazione dei pazienti nella struttura pubblica di appartenenza, talora senza tuttavia sottoporli effettivamente a visita e ad esame audiometrico.
Le omissioni
Il dirigente medico in servizio all’Unità Operativa fragilità e cure intermedie del Distretto Sanitario di Lamezia Terme, addetto all’Ufficio verifica requisiti e autorizzazione alla concessione delle protesi acustiche Vittorio Magliocchi, partecipe dell’associazione, avrebbe intrattenuto, secondo le ipotesi di accusa, sino ad ottobre 2024, rapporti diretti con Antonio Leuzzi, Civale, Antonio Ferragina e Viterbo, a cui consentiva che si presentassero in luogo degli intestatari delle pratiche senza alcuna delega, omettendo di rilevare le irregolarità presenti sulla documentazione medica, modulistica non conforme a quella in uso all’Ospedale di Catanzaro con “palesi errori ortografici, mancante della firma del tecnico audiometrista”. E nel momento in cui riscontrava problematiche, avrebbe consentito agli stessi di compilare o completare i dati di competenza esclusiva del medico prescrittore, “contribuendo alla falsificazione della documentazione e autorizzando la prestazione che determinava l’erogazione della spesa a carico del sistema sanitario”.








