Un appello forte e diretto per colmare una lacuna sanitaria ritenuta ormai insostenibile. A lanciarlo è il referente per la sanità di “Ali di Vibonesità”, il dottore Giusi Borello, che richiama l’attenzione sulla mancanza della sala di emodinamica all’ospedale di Vibo Valentia. Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte e, in questo contesto, la tempestività degli interventi rappresenta un elemento decisivo.
Il paradosso: Utic senza emodinamica
L’ospedale vibonese dispone di una storica Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC), tra le prime istituite in Calabria, ma priva di una dotazione fondamentale come l’emodinamica. Una carenza che, secondo la denuncia, limita fortemente la capacità di diagnosi e trattamento, soprattutto nei casi di infarto miocardico acuto, dove l’angioplastica primaria può fare la differenza tra la vita e la morte.
Trasferimenti e rischi per i pazienti
L’assenza del servizio costringe i pazienti a essere trasferiti d’urgenza verso altri ospedali della regione. “Ogni minuto di ritardo provoca danni irreversibili al cuore” viene sottolineato, evidenziando come il fattore tempo sia determinante nelle patologie cardiovascolari.
“Vibo unica provincia senza servizio”
Secondo quanto evidenziato, tutte le altre province calabresi dispongono già di questo servizio, mentre Vibo Valentia resta indietro, con standard di assistenza considerati inferiori rispetto al resto del territorio regionale. Una situazione definita non più sostenibile, soprattutto alla luce delle competenze già presenti nel reparto di cardiologia locale.
La richiesta: basta rinvii
“Non è una rivendicazione di campanile, ma una necessità sanitaria oggettiva” viene ribadito, chiedendo l’attivazione immediata della sala di emodinamica per garantire cure adeguate ai cittadini.








