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21 Marzo 2026
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In 50mila al corteo di Libera a Torino, Bombardieri: “Presenza ‘ndrangheta al nord accertata da anni”

Fiume umano per la Giornata della Memoria delle vittime di mafia: oltre 50mila in piazza. L’ex procuratore di Reggio Calabria Bombardieri: la ‘ndrangheta è radicata anche al Nord. Don Ciotti attacca: “I colletti bianchi smettano di fare affari con le mafie”

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Un corteo imponente, una città attraversata da un’unica voce: quella della memoria e dell’impegno contro le mafie. A Torino, nella Giornata nazionale dedicata alle vittime innocenti, sono scese in strada oltre 50mila persone tra studenti, familiari, associazioni e istituzioni. Da piazza Solferino a piazza Vittorio Veneto, il lungo serpentone ha trasformato il centro cittadino in uno spazio collettivo di ricordo e denuncia. Al centro, la lettura dei 1117 nomi delle vittime di mafia, scanditi uno ad uno tra applausi e silenzi carichi di significato.

Bombardieri: “La ‘ndrangheta al Nord non è una novità”

A scuotere il dibattito sono state le parole dell’ex procuratore di Reggio Calabria, oggi a Torino, Giovanni Bombardieri. “La ‘ndrangheta a Torino non è una novità, è una presenza accertata anche in via giudiziaria”, ha dichiarato. Un’affermazione netta che riporta al centro il tema delle infiltrazioni mafiose nel Nord Italia, dove le organizzazioni criminali trovano terreno fertile per fare affari e moltiplicare profitti.

L’affondo: “I colletti bianchi smettano di fare affari con le mafie”

Dal palco arriva anche un messaggio duro e diretto: “I colletti bianchi non siano strumenti per fare affari con le mafie”. Un attacco frontale a quel sistema grigio fatto di professionisti, imprenditori e pezzi delle istituzioni, ritenuto fondamentale per il funzionamento delle economie criminali. Le mafie, è il messaggio, non sono solo violenza, ma relazioni, affari e complicità invisibili.

Don Ciotti: “La democrazia non vive nelle zone d’ombra”

Parole forti anche da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha richiamato il valore della verità: “La democrazia non è compatibile con le zone d’ombra. L’80% dei familiari delle vittime non conosce ancora la verità”. Un monito che trasforma la memoria in responsabilità: non un rito, ma una richiesta concreta di giustizia e trasparenza.

Mafie ed economia: il nodo degli interessi e dei profitti

Nel dibattito emerge con forza un punto: le mafie non sono più solo un fenomeno territoriale. Sono diventate sistemi economici complessi, capaci di infiltrarsi nei mercati, negli appalti e nei circuiti finanziari. Lo ha ricordato anche Pietro Grasso, sottolineando come le organizzazioni criminali si muovano soprattutto dove ci sono maggiori opportunità di profitto, spesso proprio nel Nord del Paese.

Tra memoria e attualità: il peso delle polemiche politiche

La manifestazione arriva in un clima segnato anche da recenti polemiche politiche e vicende che hanno riacceso i riflettori sul rapporto tra istituzioni e legalità. Un contesto che rende ancora più attuale il messaggio della piazza: con le mafie non si convive.

Una piazza che chiede verità, non solo ricordo

Il filo rosso della giornata è chiaro: la memoria non basta. Serve trasformarla in azione, in impegno quotidiano contro ogni forma di criminalità organizzata. Perché, come è stato ribadito più volte dal palco, le mafie non sono un problema del passato né di un territorio lontano: sono una presenza concreta, diffusa e ancora troppo radicata.

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