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21 Marzo 2026
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Pasqua, voli alle stelle ma non tutto è perduto: ecco i trucchi per risparmiare

Con l’avvicinarsi della Pasqua 2026, il caro voli torna a colpire chi deve rientrare a casa. Ma qualche margine per spendere meno c’è ancora: partire di sabato, scegliere orari scomodi o accettare scali lunghissimi all’estero

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Con l’arrivo delle festività pasquali, torna puntuale il nodo del caro voli. Come accade ogni anno anche a Natale, il periodo di Pasqua si conferma uno dei più complicati per chi cerca biglietti aerei a prezzi accessibili, soprattutto sulle tratte interne più richieste. Nonostante gli aumenti generalizzati rendano la ricerca molto più difficile, qualche occasione conveniente continua a esistere. Ma per trovarla servono flessibilità, attenzione e disponibilità a cambiare abitudini di viaggio. Secondo il monitoraggio di Assoutenti, molte tratte nazionali mostrano ormai costi elevati, con diversi collegamenti che superano i 200 euro.

Il giorno migliore per partire: lunedì, sabato o perfino Pasqua

Uno dei fattori che incide di più sul prezzo è il giorno della partenza. Durante la settimana di Pasqua alcune rotte superano facilmente i 50 euro anche per tratte molto comuni, come la Roma-Catania. Tra le opzioni più convenienti, il lunedì resta il giorno migliore per partire, sempre che si abbia la possibilità di organizzarsi senza troppi vincoli. Anche il sabato prima di Pasqua può rappresentare una valida alternativa per risparmiare. In alcuni casi, però, il vero paradosso è un altro: partire proprio il giorno di Pasqua può far crollare il prezzo del biglietto fino a circa 20 euro. Una soluzione che però costringe spesso a una permanenza brevissima, perché già da Pasquetta le tariffe tornano rapidamente a salire.

Conta anche l’orario: i voli più scomodi costano meno

Non è solo il giorno a fare la differenza. Anche l’orario del volo influisce in modo decisivo sul prezzo finale. Le fasce più economiche sono in genere quelle all’alba o in tarda serata. In queste finestre si trovano spesso le offerte migliori, a patto di accettare partenze scomode o arrivi in orari poco pratici. È il caso, per esempio, di collegamenti come Genova-Palermo la sera di Pasqua, con biglietti che partono da cifre molto basse. Lo stesso vale per alcune tratte da Milano verso la Sicilia, oppure da Bologna, dove alcune compagnie low cost riescono ancora a mantenere prezzi sotto i 30 euro. Anche da Roma verso Bari si possono trovare tariffe contenute, ma spesso bisogna arrivare in aeroporto quando è ancora buio.

Scali all’estero per pagare meno: il risparmio c’è, ma il viaggio si allunga

Quando i prezzi dei voli diretti diventano troppo alti, molti viaggiatori finiscono per scegliere una soluzione estrema: inserire scali internazionali. È una strategia che consente di abbassare anche di molto il costo del biglietto, ma a fronte di tempi di percorrenza enormemente più lunghi. In alcuni casi, le attese tra un volo e l’altro possono trasformarsi quasi in una mini sosta turistica in qualche città europea. In altri, invece, significano semplicemente perdere un’intera giornata in viaggio.

Le rotte più assurde: da Genova a Lamezia passando per l’Est Europa

Le combinazioni più sorprendenti riguardano soprattutto gli spostamenti tra Nord e Sud Italia. Per raggiungere Lamezia Terme da Genova, ad esempio, si può arrivare a spendere meno accettando però un viaggio con scali a Cracovia e Sofia e una durata di oltre mezza giornata. Da Bergamo-Orio al Serio, il prezzo può scendere ancora, ma con tempi ancora più lunghi. Per andare a Brindisi da Bergamo si può addirittura passare da Katowice, con un viaggio che arriva a sfiorare le 19 ore. Da Torino, alcune soluzioni prevedono passaggi in Albania e Polonia, oppure una combinazione con Tirana e successivo volo interno. Anche per raggiungere Bari, proprio la capitale albanese è diventata uno snodo frequente.

Anche Sicilia e isole non sfuggono al caro biglietti

Le isole non fanno eccezione. Anzi, spesso i rincari risultano ancora più evidenti. Un volo da Genova a Catania, per esempio, può prevedere uno scalo a Varsavia: il risparmio rispetto a un diretto esiste, ma il viaggio può durare quasi un’intera giornata. È il classico compromesso tra tempo e denaro che sempre più viaggiatori si trovano costretti a valutare.

Non va meglio con i treni: prezzi alti anche sull’alta velocità

Chi pensa di evitare l’aereo e affidarsi al treno, però, rischia di trovarsi davanti a una sorpresa altrettanto amara. Secondo Assoutenti, anche i prezzi dei treni ad alta velocità per il periodo pasquale risultano molto elevati. Per una sola andata si può arrivare a spendere 185 euro da Torino a Reggio Calabria con Italo, oppure 175 euro da Milano. Con Trenitalia, si registrano costi importanti anche sulle tratte Milano-Lecce, Torino-Bari, Venezia-Lecce e Genova-Salerno.

Perché i prezzi continuano a salire

Dietro il caro voli e il caro treni ci sono più fattori. Da un lato pesa la forte domanda legata a chi vuole tornare a casa durante le festività. Dall’altro incombono i rincari dei carburanti e le difficoltà che le compagnie aeree stanno affrontando a causa della chiusura di alcuni spazi aerei. Secondo Assoutenti, questi costi rischiano di essere trasferiti direttamente sui consumatori, con una nuova ondata di aumenti che potrebbe colpire tutte le destinazioni.

Il viaggio di Pasqua resta una corsa a ostacoli

Alla fine, il quadro resta chiaro: per chi vuole viaggiare a Pasqua 2026, il risparmio è ancora possibile, ma solo a costo di sacrifici importanti. Bisogna accettare giorni meno comodi, orari scomodi, scali improbabili e tempi di viaggio molto più lunghi. Per tanti italiani, soprattutto fuori sede, tornare a casa durante le feste sta diventando sempre meno una scelta normale e sempre più una prova di resistenza.

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