Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito. Secondo l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, l’infrastruttura produrrebbe un saldo positivo di quasi 4 miliardi di euro. “L’analisi costi-benefici, tenuto conto delle previsioni aggiornate di traffico, indica un risultato positivo di quasi 4 miliardi attualizzati”, ha spiegato Ciucci in un’intervista rilasciata a PresaDiretta. Un dato che però va letto nel lungo periodo: il beneficio economico è calcolato su 30 anni di gestione.
Finanziamento pubblico: “Paga lo Stato, ma non per sempre”
Uno dei punti più discussi riguarda il finanziamento dell’opera. Ciucci ha chiarito che, al momento, il costo del ponte sarà coperto dallo Stato, dopo il passaggio dal project financing al finanziamento pubblico. “Il governo ha stabilito che l’intero costo viene finanziato dallo Stato”, ha dichiarato. Ma ha anche precisato che non si tratta di una scelta definitiva: la legge prevede che, nel tempo, si possano individuare altre fonti di finanziamento per ridurre il peso sulle casse pubbliche.
Le alternative scartate: tunnel e ponte multiplo
Rispondendo ai rilievi della Corte dei Conti, Ciucci ha affrontato anche il tema delle alternative progettuali. Tra le ipotesi analizzate, ci sarebbero state il tunnel sottomarino e il cosiddetto tubo flottante, ma entrambe sarebbero risultate “non realizzabili tecnicamente”. Anche l’ipotesi di un ponte a più campate è stata definita “teoricamente possibile ma praticamente irrealizzabile”.
Sicurezza sismica: “Resiste anche a terremoti superiori al 1908”
Altro nodo centrale è quello della sicurezza sismica, considerando la storia del territorio. Ciucci ha assicurato che il progetto è stato sviluppato tenendo conto di eventi estremi:
“Il ponte resiste a una magnitudo pari a quella del terremoto del 1908 (7.1 Richter) e anche superiore”.
“Non è un progetto vecchio”: aggiornato al 2024
Alle critiche su un progetto datato, l’ad ha replicato con decisione: “Il progetto è del 2011, ma è stato aggiornato al 2024. Non è un progetto vecchio”. Secondo Ciucci, se la forma del ponte resta la stessa, sono invece cambiate le tecnologie e le modalità costruttive, adeguate agli standard attuali.
Tra promesse economiche e dubbi: il dibattito resta aperto
Il Ponte sullo Stretto continua a dividere opinione pubblica e politica. Da un lato le promesse di sviluppo, traffico e crescita economica. Dall’altro i dubbi su costi, impatto ambientale e sostenibilità finanziaria. Il dato dei 4 miliardi di benefici in 30 anni rilancia il progetto, ma non chiude la discussione. Anzi, la riaccende.








