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22 Marzo 2026
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Calabria
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Sprechi idrici e crisi climatica, Legambiente Calabria: “Investimenti “per trasformare l’emergenza in opportunità”

Perdite oltre il 50% e reti obsolete: “La regione può diventare un laboratorio di buone pratiche ma affrontare i ritardi”

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In occasione della Giornata mondiale dell’Acqua, i dati dell’Atlante dell’Acqua 2026 riportano al centro del dibattito una criticità strutturale che in Calabria assume contorni particolarmente marcati: reti inefficienti, dispersioni elevate e crescente esposizione agli effetti della crisi climatica.

A evidenziarlo è Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, che sottolinea come il territorio regionale sia già oggi un osservatorio avanzato delle fragilità del sistema idrico nazionale: “L’Atlante dell’Acqua 2026 fotografa una crisi che in Calabria conosciamo fin troppo bene: reti idriche inefficienti, dispersioni elevate e territori sempre più esposti agli effetti della crisi climatica, tra siccità prolungate ed eventi estremi”.

Lo spreco che frena sviluppo e sostenibilità

Il nodo centrale resta quello delle perdite lungo la rete: oltre la metà dell’acqua immessa non raggiunge utenti finali, con impatti rilevanti sul piano ambientale, economico e sociale: “Non possiamo più permetterci di perdere oltre metà dell’acqua lungo il percorso prima che arrivi a cittadini e imprese: è uno spreco inaccettabile”.

Una criticità che si traduce anche in un freno allo sviluppo, incidendo sulla competitività dei territori e sulla qualità dei servizi essenziali.

Investimenti e innovazione: la leva per il rilancio

Secondo Legambiente, la risposta passa da un cambio di paradigma che metta al centro infrastrutture moderne, depurazione efficiente e riuso delle acque reflue: “Serve un cambio di passo deciso, a partire da investimenti urgenti per l’ammodernamento delle infrastrutture, il potenziamento della depurazione e il riuso delle acque reflue”.

Non solo interventi tecnici, ma una visione strategica orientata a un modello sostenibile e circolare della risorsa idrica, capace di integrare innovazione e tutela degli ecosistemi.

Calabria laboratorio per il Sud

La sfida, secondo Parretta, può trasformarsi in opportunità, rendendo la Calabria un possibile laboratorio di buone pratiche per il Mezzogiorno: “La Calabria può diventare un laboratorio di buone pratiche per il Sud Italia, ma solo se si affrontano con coraggio ritardi storici e criticità strutturali”. Un percorso che richiede anche il coinvolgimento attivo delle comunità locali e una governance più partecipata.

L’acqua come diritto e asset strategico

In chiusura, il richiamo a una visione più ampia: l’acqua non solo come risorsa naturale, ma come diritto fondamentale e leva di sviluppo sostenibile: “L’acqua è un diritto e un bene comune: garantirne qualità, accesso e disponibilità significa costruire futuro, resilienza e giustizia ambientale per i nostri territori”.

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