Quella che doveva essere una mattinata tranquilla di voto per il referendum sulla giustizia si è trasformata, poco dopo le 9.30 di domenica 22 marzo 2026, in un momento di tensione civile in un seggio allestito nella scuola di via Negroni a Cosenza. Mentre gli elettori si alternavano ai banchi per esprimere la propria scelta, una voce femminile ha rotto il consueto silenzio elettorale con un grido deciso rivolto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.
I presenti hanno visto la donna avvicinarsi — secondo le testimonianze raccolte — e apostrofare con tono elevato Occhiuto mentre questi attendeva il proprio turno per votare. La protesta verbale ha preso di mira in particolare la gestione della sanità regionale, con accuse nette sull’aggravarsi delle condizioni del sistema sanitario calabrese sotto la guida dell’esecutivo regionale.
Le parole della protesta
La donna, secondo quanto ricostruito da testate locali, ha puntato il dito contro il governatore accusandolo di aver «rovinato la sanità in Calabria», facendo leva su un tema molto sentito nell’opinione pubblica regionale.
Il riferimento esplicito alla sanità calabrese non è isolato: la questione è da anni al centro del dibattito pubblico locale e nazionale proprio per le difficoltà strutturali del sistema sanitario nella regione e per le critiche politiche rivolte all’amministrazione regionale.
Occhiuto, che in qualità di presidente della Regione rappresenta l’istituzione coinvolta, non ha rilasciato dichiarazioni immediate sul posto né ha commentato pubblicamente l’episodio mentre si svolgevano le votazioni.
Forze dell’ordine e ritorno alla normalità
Il momento di tensione è durato pochi istanti. Le forze dell’ordine e il personale di vigilanza presenti al seggio sono intervenuti prontamente per ristabilire l’ordine, senza che la situazione degenerasse in un confronto fisico o in un vero alterco.
Non risultano denunce né coinvolgimenti giudiziari a seguito dell’episodio. Dopo la protesta, la donna si è allontanata e il governatore ha proseguito la sua procedura di voto con compostezza, lasciando il seggio al termine delle operazioni elettorali.









