Si ferma al 46,07% l’affluenza nazionale al referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giurisdizionale alla chiusura dei seggi delle ore 23.
Calabria fanalino di coda
A pesare sul dato complessivo è soprattutto la Calabria, che si attesta al 35,70%, confermandosi tra le regioni con la più bassa partecipazione d’Italia. Un risultato che fotografa una distanza marcata tra cittadini e urne.
Province: Catanzaro guida, Crotone ultima
Il dettaglio provinciale evidenzia differenze contenute ma significative: Catanzaro registra il dato più alto con il 37,1% ; Reggio Calabria segue al 36,44% ; Cosenza si ferma al 35,25% ; Vibo Valentia raggiunge il 34,65% ; Crotone chiude con il 31,48%, il dato più basso
Numeri che, nel complesso, restano tutti al di sotto della media nazionale, rafforzando il quadro di una partecipazione debole e frammentata.
Ultime ore decisive
I seggi hanno riaperto questa mattina alle ore 7 e resteranno aperti fino alle 15, quando inizierà lo scrutinio.
Il peso politico dell’affluenza
Al di là del risultato finale, il dato sulla partecipazione si impone come elemento centrale del dibattito politico. Il mancato coinvolgimento di ampie fasce dell’elettorato solleva interrogativi sulla capacità delle riforme di intercettare l’interesse dei cittadini. Il referendum resta dunque sospeso tra numeri e significati, con la Calabria simbolo di una partecipazione che fatica a decollare.









