Si è chiuso con una condanna a 3 anni di reclusione un grave caso di stalking e tentata violenza sessuale aggravata che ha avuto come vittima una giovane commessa del capoluogo. Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, l’uomo – un 31enne di origine straniera – aveva preso di mira la donna già dalla fine del 2024, trasformando quelle che inizialmente apparivano come attenzioni moleste in una vera e propria persecuzione sistematica. Appostamenti fuori dal luogo di lavoro, pedinamenti fino a casa e frasi sempre più esplicite avevano generato nella vittima un profondo stato di ansia, costringendola a modificare radicalmente le proprie abitudini quotidiane.
L’aggressione: minacce con una forchetta e frasi esplicite
Il culmine della vicenda si registra il 15 dicembre 2024, quando l’uomo si introduce nel negozio approfittando dell’assenza di altre persone. In quell’occasione, secondo gli atti, avrebbe minacciato la donna brandendo una forchetta di metallo, arrivando a pronunciare frasi a sfondo sessuale come: “Io e te dobbiamo scopare”. Nonostante l’arrivo di altre persone, le intimidazioni sarebbero proseguite con minacce di morte. Il giorno successivo, il 16 dicembre, l’uomo si sarebbe ripresentato reiterando le condotte persecutorie e le pressioni sessuali.
L’arresto e il processo
A seguito della denuncia, il 20 dicembre 2024 è scattato l’arresto con custodia cautelare in carcere. Le indagini, basate su dichiarazioni della vittima, testimonianze e riscontri di polizia, hanno delineato un quadro accusatorio ritenuto solido dalla Procura, che ha portato al giudizio immediato.
La sentenza: colpevolezza e pene accessorie
Il Tribunale di Catanzaro ha riconosciuto l’imputato colpevole dei reati contestati, confermando l’impianto accusatorio. Oltre alla pena detentiva, sono state disposte pene accessorie con limitazioni dei diritti civili e lavorativi per cinque anni. Il giudice ha inoltre stabilito il diritto della vittima al risarcimento dei danni, con una prima liquidazione di 2.300 euro per le spese legali, mentre l’ammontare complessivo sarà definito in sede civile. La giovane donna è stata assistita dall’avvocato Antonio Ludovico, che ha seguito l’intero iter processuale fino alla sentenza di primo grado.









