Entra nel vivo il confronto sulla proposta di legge che introduce i sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale. In Prima commissione si è aperta la discussione generale su un provvedimento che, da intervento tecnico, si sta trasformando in un terreno di scontro politico.
A sollevare le principali criticità è stato il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenuto a nome del centrosinistra. “Non siamo davanti a una semplice operazione di coordinamento normativo, ma a una scelta politica precisa con effetti economici rilevanti”, ha dichiarato.
“Quasi un milione di euro l’anno per due figure”
Nel mirino di Bruno c’è soprattutto l’impatto finanziario della norma. “Si prevede l’istituzione di due sottosegretari con un costo complessivo vicino al milione di euro annuo”, ha spiegato, sottolineando come le indennità siano pari a circa l’84% di quelle di un assessore.
Secondo il consigliere, si tratterebbe però di figure prive di reali poteri. “Non avrebbero deleghe assessorili né responsabilità gestionali o di indirizzo politico, configurandosi di fatto come collaboratori del Presidente”, ha aggiunto.
Il nodo delle strutture di supporto e delle spese aggiuntive
Ulteriore elemento di criticità riguarda le strutture di diretta collaborazione previste per ciascun sottosegretario. “Quattro unità per ogni figura, con possibilità di ricorrere anche a personale esterno”, ha evidenziato Bruno.
Una scelta che, secondo le stime illustrate in Commissione, potrebbe comportare un aggravio di spesa superiore ai 400 mila euro annui, andando ad aumentare ulteriormente il costo complessivo della misura.
Le priorità della Calabria secondo il centrosinistra
La posizione del gruppo Tridico Presidente resta nettamente contraria, in continuità con quanto già espresso durante la modifica dello Statuto regionale. “Si tratta di uno spreco che la Calabria non può permettersi”, ha ribadito Bruno.
Il consigliere ha richiamato le principali emergenze del territorio: sanità in difficoltà, dissesto idrogeologico, danni causati dagli eventi climatici e crescita della disoccupazione giovanile e femminile. Temi che, secondo il centrosinistra, dovrebbero avere priorità rispetto all’introduzione di nuovi incarichi.
Sanità commissariata e pressione fiscale: il contesto
Nel suo intervento, Bruno ha anche sottolineato il quadro generale in cui si inserisce la proposta. “La Calabria è commissariata da oltre 15 anni per il deficit sanitario”, ha ricordato, evidenziando le conseguenze per i cittadini.
Tra queste, addizionali fiscali più elevate, mobilità sanitaria passiva e riduzione dei servizi, elementi che renderebbero, a suo avviso, poco opportuno discutere di nuove figure retribuite.
Dubbi sulla copertura finanziaria della legge
Un altro punto critico riguarda la sostenibilità economica della norma. “Non è chiaro da quali capitoli di bilancio verrebbero sottratte le risorse”, ha osservato Bruno, parlando del rischio di squilibri finanziari.
Il capogruppo ha quindi chiesto maggiore trasparenza: “Non si possono introdurre nuovi costi senza indicare con precisione quali spese verranno ridotte”.
La proposta alternativa: solo personale interno
Tra le proposte avanzate dal centrosinistra, anche una soluzione alternativa per limitare i costi. “Se si vuole procedere, si utilizzino esclusivamente risorse interne all’amministrazione”, ha suggerito Bruno, escludendo il ricorso a incarichi esterni.
Sul tavolo della Commissione sono stati già depositati cinque emendamenti con l’obiettivo di chiarire i punti più controversi del testo.
Il confronto proseguirà nelle prossime sedute
Il dibattito è destinato a continuare nelle prossime riunioni della Prima commissione, dove il nodo centrale resterà quello della sostenibilità economica della riforma.
Costi, trasparenza e priorità politiche saranno i temi su cui si giocherà il confronto tra maggioranza e opposizione, mentre la proposta di legge si avvia verso le fasi successive dell’iter.









