L’episodio risale a qualche giorno fa, ma la notizia è trapelata soltanto nelle ultime ore. Eppure quanto accaduto nella notte sul viadotto dell’A2, nel tratto vibonese tra Sant’Onofrio e Pizzo, merita di essere raccontato fino in fondo: perché dietro i numeri freddi di un intervento di servizio c’è la storia di due uomini in divisa che, senza esitare un secondo, hanno scelto di mettere a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Una storia di coraggio silenzioso, consumata nell’ombra della notte in autostrada.
Era circa la mezzanotte e trenta quando sul viadotto dell’A2 compreso tra Sant’Onofrio e Pizzo Calabro in direzione nord, si è scatenato un violento incendio a bordo di un autoarticolato frigorifero proveniente da Catania. Il mezzo trasportava opere d’arte di pregio, per un carico dal valore inestimabile. Le fiamme si sono propagate rapidamente, avvolgendo il rimorchio e lambendo la cabina. La situazione si è fatta immediatamente critica e potenzialmente catastrofica: a bordo del Tir era presente un bombolone del gas che, surriscaldandosi, era sul punto di esplodere e un’esplosione in quel punto del viadotto avrebbe potuto avere conseguenze devastanti.
Il gesto eroico dei baschi verdi
Sul posto si trovava in servizio una pattuglia dei Baschi Verdi del Gruppo della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. I due finanzieri, senza esitazione e senza attendere l’arrivo dei mezzi di soccorso, hanno impugnato l’estintore della vettura di servizio e si sono avvicinati alle fiamme per domarle, riuscendo momentaneamente a contenere l’incendio.
Grazie a quell’intervento provvidenziale, l’autista del Tir ha avuto il tempo prezioso di staccare la motrice dal rimorchio, scongiurando così la propagazione del fuoco al serbatoio del carburante e la conseguente, devastante esplosione. “Sennò saltava tutto”, hanno riferito i testimoni presenti sulla scena.
La grande paura e il salvataggio in extremis
Non si è trattato solo di spegnere un incendio. I militari hanno dovuto affrontare anche un’altra emergenza: il proprietario del carico si trovava ancora a bordo del rimorchio avvolto dalle fiamme e si rifiutava di scendere, probabilmente in preda al panico o nel disperato tentativo di salvare le opere d’arte trasportate.
I Baschi Verdi, a rischio della propria incolumità, sono intervenuti fisicamente, riuscendo a trascinare in salvo l’uomo. Non paga, la pattuglia ha poi proceduto a scaricare manualmente parte della merce dal rimorchio, limitando ulteriormente i danni al prezioso carico d’arte.
L’arrivo dei Vigili del fuoco e il finanziere in ospedale
Solo in un secondo momento sono giunti sul viadotto i Vigili del Fuoco, che hanno definitivamente domato le fiamme. Nel frattempo, i finanzieri sono rimasti in posizione per bloccare il traffico sul ponte, garantendo la sicurezza della carreggiata e impedendo ulteriori pericoli per gli automobilisti in transito.
Ma il prezzo dell’eroismo ha avuto un costo umano. Al termine dell’intervento, uno dei due militari ha accusato gravi difficoltà respiratorie causate dall’inalazione di fumo e sostanze tossiche. E’ stato trasportato in ospedale, sottoposto a ossigenoterapia e flebo. I medici gli hanno assegnato una prognosi di 5 giorni.








