Un’esplosione improvvisa, violenta, capace di squarciare il silenzio della notte. È quanto accaduto tra lunedì 23 e martedì 24 marzo 2026 a Melicucco, nel cuore della Piana di Gioia Tauro, dove un forte boato ha svegliato di soprassalto decine di residenti. L’episodio si è verificato poco dopo la mezzanotte, in una zona periferica ma densamente abitata lungo la strada provinciale che conduce a Polistena.
Al centro dell’accaduto, una autoconcessionaria, colpita da quella che appare a tutti gli effetti un’azione deliberata. La dinamica, secondo le prime ricostruzioni, suggerisce un intervento pianificato nei dettagli.
L’esplosione e i danni: vetrine distrutte e auto coinvolte
Gli ignoti autori avrebbero posizionato una tanica di benzina all’esterno dell’attività, innescando poi la deflagrazione. L’onda d’urto ha avuto effetti immediati e significativi: la grande vetrina dell’esercizio commerciale è stata completamente distrutta, mentre l’unico veicolo presente all’interno ha riportato gravi danni.
La violenza dell’esplosione non si è limitata al perimetro dell’attività. Il movimento d’aria ha infranto i vetri di un’abitazione adiacente e ha provocato danni, seppur più contenuti, a un’altra automobile parcheggiata nelle vicinanze. Nonostante l’intensità dell’evento, non si registrano feriti, circostanza che ha evitato conseguenze più gravi.
I soccorsi e la messa in sicurezza dell’area
Subito dopo l’esplosione, sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Polistena, che hanno domato le fiamme e provveduto alla bonifica dell’area, mettendo in sicurezza la zona interessata. Contestualmente sono giunte sul posto le pattuglie dei Carabinieri della Stazione di Melicucco, coordinate dal maresciallo Marco Spada.
Le operazioni si sono concentrate sia sulla gestione dell’emergenza sia sull’immediata raccolta degli elementi utili alle indagini.
Indagini in corso: la pista intimidatoria
Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma tra le ipotesi al vaglio prende corpo quella di un atto intimidatorio, potenzialmente legato a dinamiche estorsive o ritorsive. Al momento, il movente non è stato accertato.
Determinante sarà l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, presenti nella zona. Gli inquirenti stanno acquisendo e verificando i filmati per individuare eventuali movimenti sospetti, persone coinvolte o veicoli utilizzati per la fuga.









