Come s’incassa una vittoria referendaria? Di sicuro traendone la vera lezione. Perché ci sono affermazioni elettorali che insegnano molto più delle sconfitte. Per il centrosinistra calabrese, il trionfo del No è una di queste.
Non era facile, del resto, nella regione granaio di Forza Italia, quella delle tre vittorie consecutive del centrodestra in altrettante elezioni regionali (2020, 2021, 2025) sbancare con quasi il 58% su una platea di elettori che non è arrivata al 50, ma è pur sempre aumentata di quasi 5 punti percentuali rispetto ad ottobre del 2025. Segno evidente che un gran numero di elettori, che aveva ormai perso il gusto delle urne, ha trovato necessario ritornare ai seggi elettorali per dare un forte contributo, che alla fine si è rivelato un forte scossone.
Il ruolo decisivo dei giovani
Era arduo riportare, se non addirittura portare per la prima volta, tanti giovani a votare.
L’opzione del No c’è riuscita, perché l’area progressista l’ha saputa caricare di un valore civico, e di una contagiosa preoccupazione capace di smuovere coscienze e percentuali.
La comunicazione progressista ha posto il focus sull’ interesse supremo della integrità costituzionale innanzi al rischio che quelli del Sì la facessero “morza morza”. In buona sostanza, il centrosinistra l’ha venduta bene la sua “merce elettorale”, trovando nelle nuove generazioni acquirenti decisivi.
La sfida vera comincia adesso
Ora però questi giovani devono rimanere idealmente nei seggi, senza tornare nella comfort zone del disinteresse per la politica. Sta al PD, al Movimento Cinque Stelle e alle sinistre, trattenerli anche per le prossime sfide, non meno decisive di quella appena conclusasi.
Nicola Irto e Annalaura Orrico hanno l’obbligo morale di rendere quella che è una vittoria dell’ex Campo Largo, un fatto davvero costituente e non un episodio elettorale da consegnare agli annales di Eligendo.
Partiti chiamati a cambiare davvero
Quei ragazzi scesi in campo per difendere la Carta, devono poter essere accolti da partiti che diano loro spazio e ascolto. E per spazio non si intende candidaturicchie riempi lista in questa o quell’ elezione amministrativa, ma rinnovamento, congressi veri, ad iniziare dalla provincia Cosenza , primarie, meritocrazia e formazione politica continua nei circoli e in tutti quegli ambienti che possano accogliere carne e passione.
Guai a spegnere il motore
Sarebbe da fregnoni interrompere il grande dibattito democratico, che peraltro va avanti da mesi in tutte le periferie calabresi, sol perché il referendum è finito. Sarebbe come spegnere il motore di una macchina in corsa ,quando manca poco all’inizio virtuale dell’altra grande compagna, quella per le politiche.
Quei ragazzi che così tanto sapore hanno saputo dare all’ultima consultazione elettorale, ci han detto che sono disposti a partecipare al processo democratico, solo per cause giuste, non per tenere le braghe a questa o quella corrente di partito. Coinvolgerli è un dovere costituzionale.









