Arrivavano direttamente dalla Calabria gli ingenti quantitativi di cocaina e marijuana destinati a inondare le piazze di spaccio di Comiso e Vittoria. È questo il quadro delineato dall’operazione “Drug Parking”, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Ragusa e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania. Gli inquirenti hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dieci indagati, di cui otto sono stati condotti in carcere e due sottoposti al regime degli arresti domiciliari. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, il gruppo criminale faceva base nella provincia di Vibo Valentia per il costante approvvigionamento della sostanza stupefacente. Il trasporto avveniva attraverso l’impiego di corrieri di fiducia, incaricati di consegnare i carichi in aree periferiche e nei parcheggi di grandi esercizi commerciali siciliani, snodi strategici accuratamente scelti per eludere i controlli di routine delle forze dell’ordine.
La figura del “Professore” e i numeri del business
Al vertice della complessa organizzazione piramidale ci sarebbe una figura carismatica e autorevole, nota nell’ambiente criminale con l’appellativo di “il Professore”. Sotto la sua presunta direzione, il sodalizio muoveva carichi pesanti e gestiva flussi di denaro importanti. Nel corso delle indagini, i fitti servizi di osservazione e pedinamento hanno consentito il sequestro di oltre sedici chilogrammi di cocaina purissima, oltre all’arresto in flagranza di reato di alcuni dei corrieri utilizzati per la spola tra le due regioni del Sud. Gli investigatori stimano che il volume d’affari illecito generato dall’organizzazione superasse i due milioni di euro. Secondo i magistrati della Dda di Catania, questi proventi venivano reinvestiti non solo per l’acquisto di nuove partite di droga, ma anche per il sostentamento economico degli associati detenuti e per il mantenimento logistico dell’intera struttura criminale.









