Importanti sviluppi sul fronte della lotta alla criminalità organizzata calabrese. Nella scorsa notte Giuseppe Giorgi si è consegnato spontaneamente alle autorità presentandosi presso l’istituto penitenziario di Locri. L’uomo, cinquantenne originario di San Luca, era ufficialmente latitante dal novembre del 2025. Sulla sua testa pende una condanna definitiva alla pena di sei anni e un mese di reclusione, maturata a seguito della commissione di numerosi reati accertati sul territorio belga.
La decisione di Giorgi di interrompere lo stato di irreperibilità e consegnarsi direttamente nelle mani dello Stato apre nuovi scenari nel delicato scacchiere dei ricercati dell’Aspromonte. Pochi giorni prima della consegna del cinquantenne, il giornalista Klaus Davi si era recato personalmente nelle zone montuose aspromontane nel tentativo di agganciare uno dei latitanti di San Luca che, stando ad alcune indiscrezioni raccolte sul campo, si nascondeva proprio tra quei fitti boschi.
L’appello di Klaus Davi e i profili dei ricercati della Locride
La notizia della costituzione di Giorgi è stata commentata a stretto giro dal giornalista Klaus Davi attraverso una nota ufficiale. Lo scorso gennaio, lo stesso Davi aveva diffuso pubblicamente le fotografie segnaletiche di quattro ricercati della zona, rivolgendo loro un accorato appello pubblico affinché si consegnassero spontaneamente alla giustizia italiana.
Tra i profili attenzionati dal giornalista figuravano Sebastiano Strangio, classe 1975, latitante dall’ottobre del 2025 e indagato nell’ambito della maxi-operazione antimafia denominata “Eureka”; Giuseppe Giampaolo (classe 2000) e Antonio Giampaolo (classe 1994), entrambi resisi irreperibili dal 2003 sempre a seguito dei pesanti sviluppi investigativi della medesima inchiesta “Eureka”; e infine lo stesso Giuseppe Giorgi (classe 1982), latitante da oltre sei mesi sul territorio.
Per Klaus Davi, la scelta compiuta stanotte da Giorgi rappresenta una vittoria della pressione mediatica e civile esercitata sul territorio, oltre che un potenziale effetto domino per gli altri latitanti della costa jonica reggina. “Giorgi ha dato implicitamente l’indicazione e ha seguito il mio consiglio, lo seguiranno anche gli altri, ne sono sicuro, sempre che non vengano catturati prima dall’importantissimo lavoro degli inquirenti”








