Si è concluso con una sentenza di assoluzione il procedimento penale celebrato davanti al Tribunale di Lamezia Terme nei confronti di un uomo imputato di violenza sessuale, in relazione a una vicenda avvenuta durante la scorsa estate a Nocera Terinese Scalo.
L’imputato era finito a processo in seguito alla denuncia presentata da una turista che si trovava sul litorale tirrenico calabrese per un periodo di vacanza.
La denuncia dopo una serata nel locale
Secondo l’ipotesi accusatoria, i fatti si sarebbero verificati al termine di una serata trascorsa in un locale della zona. La donna aveva riferito di essere stata vittima di un abuso sessuale in un momento in cui si sarebbe trovata in una condizione di alterazione fisica legata al consumo di alcolici.
Proprio su questa ricostruzione si è sviluppata l’attività investigativa, affidata ai carabinieri della stazione di Nocera Terinese, con ulteriori accertamenti eseguiti anche fuori regione, in collegamento con gli uffici di polizia del luogo di residenza della denunciante.
Al centro del processo video e audio acquisiti agli atti
Uno degli elementi più rilevanti emersi nel dibattimento ha riguardato il materiale acquisito nel corso delle indagini. Oltre alle testimonianze di alcune persone presenti quella sera nel locale, il fascicolo processuale comprendeva anche filmati di videosorveglianza e tracce audio registrate all’interno dell’esercizio pubblico.
Materiale che è stato esaminato nel corso del processo e che ha rappresentato uno dei nodi centrali del confronto tra accusa e difesa, soprattutto nella ricostruzione della sequenza dei fatti antecedenti e successivi all’episodio denunciato.
Accolta la linea difensiva
Nel corso dell’udienza, la persona offesa – costituitasi parte civile – è stata assistita dall’avvocato Mascaro, mentre la difesa dell’imputato è stata sostenuta dall’avvocato penalista Anna Mendicino, del Foro di Lamezia Terme.
La linea difensiva si è concentrata, in particolare, sull’analisi del comportamento della denunciante prima e dopo i fatti contestati, oltre che sull’interpretazione del contenuto delle registrazioni video e audio finite agli atti.
La sentenza: “Il fatto non sussiste”
Al termine del dibattimento, il giudice Rosario Aracri ha pronunciato sentenza di assoluzione con formula piena, stabilendo che “il fatto non sussiste”.
Una decisione che chiude, almeno in primo grado, il procedimento penale nato dalla denuncia della turista e che recepisce integralmente la ricostruzione sostenuta dalla difesa dell’imputato.









