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27 Marzo 2026
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Comunali a Reggio, Cannizzaro costretto a correre: il centrodestra si gioca tutto (tra faide interne e mine pronte a esplodere)

Il leader azzurro scende in campo per evitare il caos, ma tra rivalità, l'ombra dell'inciucio Sorical e ultimatum di Noi Moderati la vittoria è tutt’altro che scontata

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Non aveva altra scelta Francesco Cannizzaro: o si candidava a sindaco o metteva in serio pericolo l’alleanza di centrodestra in riva allo Stretto. D’altro canto, come andiamo ripetendo da tempo, (non solo noi, a dire il vero), i nomi che stavano circolando per la nomination sindacalizia, Princi compresa, erano così deboli e privi del necessario carisma, che a Cannizzaro non è rimasta altra scelta che quella di scendere direttamente in campo.
Fare il sindaco della più grande città calabrese non sarebbe una deminutio; farlo bene potrebbe addirittura essere un titolo di successione a Roberto Occhiuto. Ma questo adesso non rileva, perché prima bisogna vincere. Un “particolare” non da poco in una città che, pur essendo a trazione destrorsa, dispone di un ventaglio di sensibilità politiche abbastanza ampio.

Il candidato più forte (ma non basta)

Ad ogni buon fine, per l’alleanza di governo, migliore nome dell’attuale coordinatore azzurro, non poteva esservi. Ma attenzione, ciò non significa che i giochi sono fatti: vuol dire solo che il centrodestra è favoritissimo per la conquista di Palazzo San Giorgio, dopo l’epoca falcomatiana.

Le insidie interne: rivalità e regolamenti di conti

Ciò premesso, l’indiscussa e oggettiva forza del reuccio reggino è controbilanciata da un dato meno evidente, se vogliamo soggettivo pure, ma comunque esistente: la voglia matta di ridimensionare l’uomo politico più potente della Calabria, insieme a Roberto Occhiuto, che alberga in vari lidericchi di seconda e terza fascia, i quali attendevano il momento della auto nomination cannizzariana per regolare qualche conto.

Il caso Sorical: l’ombra dell’“inciucio”

Poi c’è la non esaltante pagina Sorical, scritta dai vertici del centrodestra occhiutiano, che hanno consentito ad un uomo di centrosinistra come Demetrio Naccari Carlizzi di diventare presidente della società regionale più importante. Un passaggio che a Reggio leggono come un inciucio e che ha disturbato più di un dirigente di destra.

La strategia: ricompattare il centrodestra “senza tessera”

Cannizzaro, che è scaltro, ma spesso non appare umile a sufficienza, lo sa benissimo.
Ecco perché impiegherà la prima quindicina di giorni da candidato a primo cittadino per compattare quel centrodestra delle fazioni senza tessera, che non appartengono ai partiti tradizionali della coalizione, ma che potrebbero fare malissimo se non vengono recuperate.

Il nodo Noi Moderati: la vera mina

Così come può arrecare criticità il nodo Noi Moderati, qualora non verrà sciolto subito e prima del voto. Al forte partitino di Pino Galati e Vito Pitaro non basta infatti il lecca lecca avuto nel cda consociativo della Sorical. I moderati, che attualmente sono molto incazzati, vogliono l’assessore nella giunta di Roberto Occhiuto, come da accordi elettorali.
Lo vogliono ora, non quando decide Occhiuto, altrimenti adotteranno anche per Reggio il modello Crotone: se ne andranno per cavoli propri. Cannizzaro è avvisato.

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