Le carenze della sanità calabrese tornano prepotentemente al centro del dibattito politico e sindacale dopo l’ultimo grido d’allarme lanciato dal personale del reparto di Cardiologia dell’ospedale Annunziata di Cosenza. Medici, infermieri e operatori sociosanitari hanno denunciato turni di lavoro massacranti e una pianta organica ormai ridotta all’osso, elementi che rischiano di pregiudicare la qualità delle prestazioni erogate all’utenza. Ai problemi di personale si sommano la presenza di strumentazioni elettromedicali obsolete, arredi inadeguati e una cronica carenza di dispositivi di protezione e consumo necessari per le attività di corsia quotidiane.
Nonostante l’abnegazione del personale in servizio, il quadro clinico e organizzativo del nosocomio bruzio palesa la fragilità di un sistema che si regge sul sacrificio dei singoli piuttosto che su una solida programmazione aziendale. Il rischio concreto è la progressiva compromissione degli standard minimi di assistenza e di sicurezza sia per i degenti sia per gli stessi operatori sanitari.
Il collasso del sistema delle prenotazioni e la mobilità passiva
Il caso dell’Annunziata rappresenta la punta dell’iceberg di un malessere strutturale che investe l’intera rete sanitaria regionale. Tra i disservizi più avvertiti dalla cittadinanza figurano il blocco parziale del Centro Unico di Prenotazione (Cup) e il conseguente allungamento a dismisura delle liste d’attesa per esami diagnostici e visite specialistiche. Questa paralisi amministrativa e medica svuota di fatto i territori periferici dei servizi essenziali di medicina preventiva e costringe migliaia di pazienti calabresi a intraprendere i cosiddetti viaggi della speranza verso le strutture sanitarie del Centro e del Nord Italia.
Si tratta del fenomeno della mobilità sanitaria passiva, un emendamento economico pesantissimo per i bilanci della Regione Calabria che certifica il fallimento delle gestioni puramente emergenziali. Risulta ormai evidente come il sistema necessiti di riforme strutturali capaci di riorganizzare la medicina territoriale e di decongestionare i pronto soccorso dei grandi centri urbani.
L’iniziativa politica e la richiesta di un vertice aziendale
Davanti all’acuirsi della crisi, il consigliere regionale Francesco De Cicco ha formalizzato la richiesta di un incontro urgente e risolutivo con il Direttore Generale dell’azienda sanitaria, De Salazar. L’obiettivo del confronto è quello di sviscerare le emergenze più stringenti dell’Annunziata e della provincia, mettendo sul tavolo un cronoprogramma per lo sblocco delle assunzioni, l’ammodernamento tecnologico dei reparti e la digitalizzazione dei servizi di prenotazione Cup.
L’esponente politico ha chiarito che l’esito del faccia a faccia con il management sanitario determinerà le future azioni della politica regionale a tutela del diritto costituzionale alla salute. “È necessario affrontare in maniera chiara e concreta le criticità che stanno emergendo in tutto il sistema sanitario regionale. Serve un momento di confronto operativo per individuare soluzioni efficaci e non più rinviabili”.
L’auspicio è che dal vertice emerga una visione programmatica di lungo respiro che possa finalmente restituire dignità ai pazienti calabresi e serenità operativa al personale ospedaliero. “Dopo questo incontro valuteremo le iniziative politiche necessarie, con la massima attenzione alla tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi”.









