La vicenda ha inizio lo scorso 18 marzo, quando i Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina traggono in arresto un uomo di 41 anni, sorpreso in flagranza all’interno di un’abitazione. In quell’occasione, il soggetto si era introdotto nell’appartamento forzando una finestra con l’obiettivo di asportare orologi di pregio e oggetti di antiquariato. Nonostante la gravità del fatto, l’autorità giudiziaria aveva inizialmente concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Tuttavia, la misura non è bastata a frenare l’indole recidiva dell’indagato, che ha scelto di evadere dalla propria dimora per dirigersi nuovamente verso lo stesso identico bersaglio.
Le indagini e il ruolo della videosorveglianza urbana
Il sistema di monitoraggio costante attuato dall’Arma sui soggetti sottoposti a misure restrittive ha permesso di far luce sulle violazioni quasi in tempo reale. Le indagini, supportate in modo decisivo dalla visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza cittadina, hanno ricostruito i movimenti notturni dell’uomo tra il 19 e il 21 marzo. Secondo quanto accertato dai militari, il quarantunenne si sarebbe allontanato dalla propria abitazione col favore delle tenebre per fare ritorno nell’appartamento di via La Spezia già colpito in precedenza. Durante queste incursioni notturne, l’uomo avrebbe sottratto ulteriori suppellettili, materiale che è stato successivamente rinvenuto e recuperato dalle forze dell’ordine.
Il trasferimento in carcere e la tutela della sicurezza
La tempestiva segnalazione dei Carabinieri all’Autorità Giudiziaria ha portato a un immediato inasprimento della misura cautelare. Il Tribunale di Crotone ha infatti emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ravvisando l’inadeguatezza dei domiciliari di fronte alla reiterazione del reato e alla palese violazione degli obblighi. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Crotone. L’operazione sottolinea l’impegno costante nel contrasto ai reati contro il patrimonio, condotte che, come evidenziato dagli inquirenti, generano un profondo impatto emotivo e sociale sulla sicurezza quotidiana della collettività.









