Dopo giorni di polemiche, ricostruzioni contrastanti e botta e risposta tra politica e azienda, il caso della delocalizzazione dei depositi costieri di Vibo Marina arriva in diretta radio e diventa occasione per fare chiarezza. Ai microfoni di Radio Onda Verde, nel programma “Pagina Protetta” condotto da Nicolino La Gamba, il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, ricostruisce passo dopo passo la vicenda, respingendo le accuse e rilanciando la sua linea: nessuna proroga ventennale per la Meridionale Petroli, ma una finestra di quattro anni per arrivare alla delocalizzazione. “Noi non abbiamo mai detto che il problema è risolto. Non abbiamo mai raccontato questa cosa alla città”, chiarisce subito. “Abbiamo detto un’altra cosa: abbiamo vinto un primo step. Non c’è una concessione di vent’anni, ma un atto che consente quattro anni di permanenza”.
Un passaggio che, per Romeo, cambia completamente lo scenario: “Non è una proroga lunga, non è una stabilizzazione. Sono quattro anni che devono servire per chiudere una fase e aprirne un’altra”. E ribadisce il punto centrale: “Quattro anni che devono essere utilizzati per far sì che la Meridionale Petroli si possa spostare. Questo è il senso di tutto il lavoro fatto”.
Un anno di lavoro dietro le quinte
Dietro questo risultato, il sindaco rivendica un lavoro continuo, lontano dai riflettori e costruito passo dopo passo. “Io non ho fatto annunci, non ho fatto proclami. Ho lavorato per un anno intero su questa vicenda”. E racconta l’origine del confronto con l’azienda: “Quando ho incontrato il presidente della Meridionale Petroli gli ho detto chiaramente: noi abbiamo l’esigenza di delocalizzare. E lui mi rispose: ‘Sindaco, al posto suo farei la stessa cosa”.
Da lì, una rete di interlocuzioni istituzionali: “Ci siamo rapportati con l’Autorità di sistema portuale, con il Ministero delle Infrastrutture, con la Regione Calabria, con il Corap oggi Arsae. Abbiamo lavorato su tutti i livelli per creare le condizioni reali della delocalizzazione”. E non solo: “Siamo andati anche oltre. Abbiamo individuato un’area a Portosalvo di circa 70mila metri quadrati. Non spettava a noi, ma lo abbiamo fatto perché vogliamo aiutare questo processo”.
“Strumentalizzazioni inutili: si confondono i cittadini”
Romeo non nasconde il fastidio per il clima politico che si è creato attorno alla vicenda. “La strumentalizzazione è fine a sé stessa. Non serve a nulla se non a creare confusione nei cittadini”. E usa una metafora netta: “È come se fossimo dei ragazzini che, quando perdono, prendono la palla e se ne vanno. Questo è l’atteggiamento che vedo”. Sul caso della nota della Meridionale Petroli, che ha negato accordi, il sindaco è categorico:
“Ma è ovvio che non c’è un protocollo con l’azienda. Noi non abbiamo mai detto questo”. E precisa: “Abbiamo sempre parlato di un percorso con le istituzioni per creare le condizioni della delocalizzazione, non di un accordo già firmato con la società”.
Il passaggio chiave: ora la scelta spetta all’azienda
La partita, adesso, entra nella fase decisiva. “La Meridionale Petroli deve decidere cosa vuole essere: se vuole essere protagonista di un cambiamento oppure no”. Un passaggio che, per Romeo, riguarda l’intera comunità: “Io mi aspetto che tutta la città dia una mano per far capire che questo processo deve partire”. E ribadisce un punto politico delicato: “Non è una guerra contro l’azienda. Non vogliamo andare contro i lavoratori, contro l’indotto. Vogliamo accompagnare questo percorso”.
La visione: più turismo, senza cancellare il commerciale
Dietro la vicenda dei depositi, il sindaco rivendica una strategia più ampia sul futuro del porto. “Noi immaginiamo un porto diverso, più turistico, più aperto alla nautica e alle crociere”. Ma senza cancellare ciò che esiste: “La parte commerciale non verrà eliminata, perché è importante e va salvaguardata”. La sintesi è chiara:
“Le aziende devono restare una risorsa, ma serve una visione diversa del porto di Vibo Marina. È su questo che stiamo lavorando”.
Otto milioni per i depuratori: Vibo Marina verso un mare più pulito
Parallelamente alla questione portuale, Romeo ha annunciato un finanziamento di 8 milioni di euro per l’ammodernamento dei depuratori di Piscopio e Portosalvo, cui si aggiunge 1,2 milioni per la realizzazione di una nuova condotta sottomarina. “Speriamo proprio da questa prossima estate che il prodotto di depurazione del depuratore di Silica non andrà più a toccare il fondo del Sant’Anna e quindi non andrà a mare” ha dichiarato il sindaco spiegando che i reflui, una volta trattati, verranno convogliati direttamente nella condotta sottomarina esistente, scaricando “a un chilometro, due chilometri di distanza” dalla costa, in modo depurato. Un intervento che chiude definitivamente un problema ambientale annoso per tutto il litorale vibonese.
Polo di alta formazione: Palazzo Gagliardi come sede universitaria
Sul fronte dello sviluppo culturale e occupazionale, Romeo ha confermato i progressi verso la creazione di un polo di alta formazione, già annunciato in campagna elettorale. “L’alta formazione è oggi un punto di forza in tutte le regioni d’Italia — ha affermato — avremmo la possibilità di formare i nostri ragazzi, i nostri giovani, ma anche le stesse persone che lavorano nelle strutture esistenti e industriali, cominciando dal turismo per arrivare al digitale, passando per la piccola metalmeccanica, passando per ciò che può essere un’industria di valorizzazione della nautica da diporto”. La sede individuata è Palazzo Gagliardi, nel cuore del centro storico, mentre per la didattica si prevede l’utilizzo di altri edifici comunali. Già firmata una convenzione con l’Università della Calabria, prima di una serie di accordi con istituti di formazione superiore.
Baker Hughes e i 150 posti di lavoro: Vibo conquista l’industria
Sul versante occupazionale, Romeo ha rivendicato un risultato concreto: il radicamento di Baker Hughes sul territorio vibonese, dopo che il comune di Corigliano Rossano aveva rifiutato l’azienda. “Io dissi: se Corigliano Rossano non vi vuole, investite su Vibo — ha ricordato — voi siete sempre stati apprezzati perché fate un’industria a bassissimo impatto, anzi a impatto zero, ecoambientale, per cui investite”. Il risultato: “Ci sono 150 posti che speriamo nel giro di un anno, un anno e mezzo partiranno, nel comune di Vibo Valentia, che daranno dignità a una famiglia, daranno dignità a un giovane, daranno dignità a una popolazione che ha necessità di posti di lavoro”.
Viabilità e trasporti: la città che vuole crescere oltre il paese
Il nodo della connessione stradale tra Vibo e Vibo Marina è stato affrontato con realismo. Romeo ha riconosciuto la necessità di una “strada sicuramente a percorrenza veloce” che colleghi le due aree urbane, ammettendo che il progetto richiede finanziamenti dedicati e lavori di esproprio. Nel frattempo, è in sviluppo avanzato il piano del trasporto pubblico urbano, con linee colorate che collegheranno le frazioni — da Piscopio alla zona del centro commerciale — al nucleo cittadino. “Noi abbiamo intenzione di fare una linea blu, una linea rossa, una linea gialla” ha annunciato Romeo precisando che il progetto è già stato presentato alla Regione Calabria e che lo stop temporaneo è stato causato dalle elezioni regionali. “Nel giro di qualche mese spero veramente che si possa cominciare a dire che a Vibo ci sia un piano dei trasporti.”
Commercio e attrattività: la sfida più difficile
La questione del commercio nel centro urbano, ancora sofferente, è stata affrontata con franchezza. Romeo ha individuato la soluzione non tanto in sussidi o interventi diretti dell’amministrazione, ma in una strategia di attrattività culturale e turistica capace di generare flussi di visitatori. “Noi a Vibo dobbiamo far sì che ci siano delle attrazioni” ha dichiarato sottolineando come la città stia già lavorando su più fronti: convenzione con le guide turistiche regionali, accordi con i parroci per tenere aperte le chiese (definite “un museo a cielo chiuso”), promozione alla BIT di Milano, tre nuovi poli museali (digitale, dieta mediterranea, pinacoteca civica) che si affiancheranno al Museo Capialbi. Ma Romeo ha anche lanciato un appello diretto ai commercianti: “Spesso ci siamo ritrovati che abbiamo fatto delle iniziative e non c’era un negozio aperto. A Santo Stefano dell’anno scorso sul Corso di Vibo c’erano centinaia e centinaia di persone — penso anche migliaia — e non c’era un’attività commerciale aperta.” La collaborazione, ha concluso il sindaco, “significa anche questo.”









