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30 Marzo 2026
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Calabria
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Dopo il passaggio di Jolina, un nuovo ciclone minaccia la Calabria. L’allarme dal monitoraggio satellitare di ultima generazione 

Mentre si contano i danni dell'evento della scorsa settimana, una nuova perturbazione è attesa tra il 31 marzo e il 1° aprile e colpirà tutta la regione

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La formazione e l’evoluzione del ciclone mediterraneo Jolina, che tra il 14 e il 19 marzo ha sferzato le coste di Sicilia e Calabria, sono state seguite in tempo reale dagli occhi elettronici dello spazio. I dati raccolti dai satelliti Meteosat di Eumetsat e dalle sentinelle Copernicus (Sentinel-1) hanno trasformato questo evento estremo in un caso di studio fondamentale per la comunità scientifica. L’intensità dei venti e delle precipitazioni, che ha portato alla chiusura di scuole e aeroporti, ha confermato la natura di “medicane” (Mediterranean Hurricane) della tempesta. Secondo gli esperti, la capacità di tracciare questi fenomeni è la chiave per la sicurezza futura: “Cosa importante, stiamo usando questi dati per capire perché questo evento meteorologico si è evoluto in un medicane. Essere in grado di individuare e caratterizzare i sistemi ciclonici nel Mediterraneo – prosegue Panegrossi – nonché di tracciare la posizione del centro della tempesta in tempo quasi reale, non è solo rilevante per migliorarne il monitoraggio, ma significa anche ridurre il rischio, migliorare la ricerca scientifica e preparare le società di una regione che tradizionalmente non è attrezzata per eventi di tale portata”.

Nuova definizione scientifica per i fenomeni estremi

Il contributo dei dati satellitari non si limita all’emergenza immediata, ma alimenta una ricerca accademica necessaria per riclassificare la meteorologia del bacino del Mediterraneo. Giulia Panegrossi, ricercatrice dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, ha recentemente contribuito a uno studio pubblicato sul Bulletin of the American Meteorological Society volto a stabilire parametri chiari per identificare questi rari ma distruttivi fenomeni. “La grande quantità di dati a nostra disposizione grazie a queste missioni è preziosa per classificare i medicane come questo” afferma la studiosa, sottolineando come la precisione nell’osservazione sia l’unico strumento efficace per mitigare l’impatto di tempeste che, dopo aver colpito l’Italia, hanno seminato distruzione e causato vittime anche sulle coste libiche.

Emergenza continua: ciclone in arrivo tra il 31 marzo e il 1° aprile

L’attenzione resta altissima poiché la tregua meteorologica per la Calabria sembra destinata a finire molto presto. Le proiezioni indicano l’arrivo dell’ennesima perturbazione ciclonica proprio tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Il sistema depressionario previsto è particolarmente profondo, con valori intorno ai 990 hPa, e promette di richiamare masse d’aria fortemente instabili dai quadranti meridionali verso un territorio già saturo d’acqua e provato dai recenti nubifragi.

Incognita traiettoria e rischio neve sui rilievi

Le prossime ore saranno determinanti per definire l’esatta traiettoria del nuovo ciclone, un dettaglio che stabilirà quali aree della regione subiranno i maggiori danni. Oltre al rischio di temporali violenti e nubifragi localizzati, l’irruzione di aria fredda proveniente da nord-est potrebbe trasformare la pioggia in neve sulle vette calabresi, aggiungendo un ulteriore elemento di criticità a una primavera che somiglia sempre più a un inverno inoltrato. La protezione civile e gli enti locali restano in allerta, affidandosi ai modelli previsionali per anticipare le mosse di un’atmosfera sempre più imprevedibile.

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