Si è spento Rosario Chiriano, figura di primo piano della Democrazia Cristiana calabrese e protagonista della vita istituzionale regionale per oltre quarant’anni. Nato a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, Chiriano lascia un’impronta profonda nella storia politica della Calabria.
Laureato in giurisprudenza e avvocato di professione, Chiriano si iscrive alla Democrazia cristiana già nel 1952, diventando presto dirigente di primo piano di Azione Cattolica. La sua militanza si traduce in un impegno costante nelle istituzioni locali e regionali.
Dalla guida del Comune di Filadelfia al vertice del Consiglio regionale
Consigliere comunale e sindaco di Filadelfia, Chiriano si distingue per l’attenzione alle esigenze del territorio vibonese. Eletto poi consigliere regionale della Calabria, ricopre anche la carica di presidente del Consiglio regionale, guidando l’assemblea in una fase delicata dello sviluppo calabrese.
Nel 1987 viene eletto deputato alla Camera nella X legislatura, dove rimane in carica fino al 1992, rappresentando con autorevolezza la Calabria nelle aule di Montecitorio.
L’ultima candidatura e il ritiro dalla scena politica
Nel 1994, dopo la svolta della “discesa in campo” di Berlusconi, Chiriano sceglie di candidarsi alla Camera con il Movimento Meridionale, ottenendo il 3,9% dei voti nel collegio di Catanzaro. Non risulta eletto, ma quel risultato rappresenta l’ultimo atto di una lunga militanza politica sempre ispirata ai valori cattolici e meridionalisti.
Rosario Chiriano era suocero dell’avvocato Francesco Ansani, noto professionista del foro di Catanzaro.









