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30 Marzo 2026
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La Corte dei Conti “assolve” il Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese: prescritto il danno da 260 milioni per la diga sul fiume Melito

nella sentenza della Sezione Giurisdizionale per la Calabria viene accolta l’eccezione di prescrizione. Revocato il finanziamento nel 2019 per l’opera “non più realizzabile”, ma la responsabilità erariale non esiste più

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Con la sentenza n. 88 del 2026 la Corte dei Conti ha definitivamente chiuso il procedimento per responsabilità contabile avviato dalla Procura Regionale nei confronti del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese in liquidazione, del suo commissario liquidatore e legale rappresentante pro tempore, e dei signori F.T. e F.P.
Il danno erariale richiesto era di 259.735.539,96 euro, da ripartire per il 70% a carico del Consorzio e per il restante 30% sugli altri convenuti, oltre rivalutazione e interessi. Una richiesta che la Corte ha dichiarato prescritta.

La vicenda giudiziaria nata dalla revoca del finanziamento

La storia prende le mosse dalla revoca del finanziamento disposta il 31 dicembre 2019 per la realizzazione della diga sul fiume Melito, opera deliberata già nel 1982 dalla Cassa per il Mezzogiorno e oggi ritenuta “non più realizzabile”.
La Procura contestava una presunta cattiva gestione amministrativa e tecnica dell’intervento, oltre alla lacunosità della rendicontazione, considerata di per sé indice di colpa grave e giustificativa della revoca.

Le difese dei convenuti: tutto contestato in radice

Il Consorzio, difeso dall’avv. Massimiliano Carnovale, insieme ai signori F.T. (difeso dall’Avv. Giacomo Carbone) e F.P. (difeso dall’Avv. Giuseppe Spadafora), hanno contestato integralmente la ricostruzione della Procura, negando la sussistenza del danno, il nesso causale, l’elemento soggettivo e, in radice, la stessa configurabilità di una responsabilità erariale.
Hanno inoltre eccepito la prescrizione dell’azione, sostenendo che il danno era già noto all’amministrazione e alla Procura contabile da molti anni.

La travagliata storia della diga sul Melito

Sin dall’inizio i lavori hanno incontrato gravissime criticità: contestazioni con le società appaltatrici, sospensione dei cantieri per una vertenza con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e con il Ministero dei Lavori Pubblici sull’assoggettamento a Valutazione di Impatto Ambientale.
Sono seguiti contenziosi sulle riserve iscritte in contabilità, la risoluzione del contratto con l’ultima società esecutrice a causa di un’informativa antimafia nel 2010, e infine la sospensione del finanziamento da parte del Ministero competente nel 2011, con la necessità di adeguare il progetto alle nuove norme sulla sicurezza delle dighe.

La decisione della Corte dei Conti: prescrizione accolta

All’esito della camera di consiglio del 16 dicembre 2026, la Corte dei Conti ha accolto l’eccezione di prescrizione sollevata dai difensori dei convenuti.
I giudici hanno riconosciuto che l’azione di responsabilità erariale non poteva decorrere dalla revoca del finanziamento del 31 dicembre 2019, perché l’opera non era stata realizzata negli anni precedenti a causa di una serie ininterrotta di problematiche progettuali, contenziosi e sospensioni. Il danno, quindi, era già conosciuto dall’amministrazione e dalla Procura contabile da tempo.
Con questa sentenza la Corte dei Conti pone fine a una vicenda giudiziaria lunga e complessa, dichiarando prescritto il credito erariale e liberando da ogni responsabilità il Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese e i suoi rappresentanti.

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