Secondo la consigliera comunale di Cosenza Bianca Rende, il risultato del referendum sfata stereotipi sui giovani e sul Sud, mostrando una partecipazione attiva e consapevole. Rende sottolinea l’importanza di politiche sociali e lavoro stabile, capaci di trattenere le nuove generazioni e ridurre le disuguaglianze territoriali.
Partecipazione giovanile inedita
Bianca Rende evidenzia come uno dei più diffusi preconcetti descriva i giovani come disinteressati, apatici e chiusi in un mondo virtuale lontano dalla vita civile. “Il risultato del referendum racconta una realtà diversa, più complessa e incoraggiante. Una parte significativa delle nuove generazioni ha preso posizione, partecipando concretamente all’esito della consultazione”, afferma la consigliera.
Stereotipi superati
Rende ricorda come la mobilitazione giovanile sia già evidente nelle marce per la pace e nei movimenti come i “Fridays for Future”, dimostrando che i giovani si attivano quando percepiscono che le questioni incidono davvero sul loro presente e futuro. “Altro stereotipo messo in discussione è quello di un Sud apatico e rassegnato, che tiene bassa l’affluenza al voto”, aggiunge.
Il voto come grido di allarme
Per Rende, il voto va interpretato come un vero e proprio SOS politico e sociale, un messaggio che segnala la necessità di ascolto da parte delle istituzioni e di una classe politica spesso inadeguata. “Non può essere ignorato, ma compreso nella sua richiesta di coinvolgimento su obiettivi sociali”, spiega.
Priorità per giovani e territori
La consigliera sottolinea bisogni concreti: agevolazioni per la casa, lavoro stabile, borse di alta formazione professionale e incentivi per il rientro nella propria regione. Rende evidenzia anche la necessità di sfruttare al meglio i fondi europei e di colmare il divario tra città e borghi.
Critica alla politica attuale
Secondo Bianca Rende, “i giovani hanno detto basta e ci hanno dato fiducia. Non disperdiamola nella politica del ‘tutto cambi perché tutto rimanga come prima’ o del ‘vengo anch’io, no tu no’”. La consigliera invita a concentrarsi su una frontiera politica intergenerazionale, senza perdersi in dibattiti interni e logiche di potere che rischiano di minare la democrazia.
“È questa la strada da seguire per valorizzare i giovani, colmare divari generazionali e costruire una Calabria migliore”, conclude Bianca Rende, confermando il ruolo centrale delle nuove generazioni nel futuro della regione.









