Il Comune di Crotone prova a blindare la propria posizione nel pieno della bufera giudiziaria sugli appalti pilotati che coinvolge la Provincia. A intervenire è direttamente il sindaco Vincenzo Voce, che in una nota mette nero su bianco una linea chiara: l’Ente, almeno allo stato, è fuori dall’inchiesta. “Al fine di non ingenerare confusione, il Comune di Crotone non risulta interessato da alcun profilo oggetto delle ipotesi accusatorie formulate e che nessun altro amministratore né dipendente appartenente al relativo apparato burocratico risulta interessato da attività di indagine”, afferma il primo cittadino. Una presa di posizione netta, che arriva mentre l’indagine della Procura – denominata “Teorema” – punta il dito su un presunto sistema di gestione pilotata degli appalti pubblici nella Provincia.
Il caso Manica e la linea di distanza
Al centro dell’inchiesta c’è l’ex vice presidente della Provincia Fabio Manica, indagato per corruzione e figura chiave anche nei rapporti politici tra Comune e Provincia. Non è un caso che lo stesso Voce, nella nota, sottolinei la necessità di evitare qualsiasi sovrapposizione tra il livello amministrativo comunale e le responsabilità individuali: “Il Comune di Crotone non è interessato dall’indagine e nessun altro amministratore o dipendente è coinvolto”.
Contestualmente, però, arriva anche un passaggio che suona come un segnale politico preciso: “Si pone l’esigenza di una seria e approfondita riflessione sulle modalità e sulle condizioni con cui presentarsi al giudizio degli elettori, nel rispetto dei principi di responsabilità, trasparenza e credibilità istituzionale”.
Scosse nella maggioranza: si dimette Mungari
A rendere ancora più fragile il quadro politico è la decisione della consigliera comunale Floriana Mungari, che annuncia l’addio al Consiglio comunale. “Questa decisione non è stata facile, ma è stata presa in seguito alle recenti scelte politiche che non mi rappresentano, in vista delle prossime elezioni amministrative”, scrive nella nota di dimissioni. Si tratta della seconda defezione in pochi giorni, dopo quella dell’assessora ai servizi sociali Filly Pollinzi, segno di una maggioranza sempre più attraversata da tensioni. In questo caso l’inchiesta nulla c’entra con tali dimissioni. I motivi sono ben altri e sono di natura prettamente politica.
La svolta politica di Voce e gli equilibri che cambiano
Proprio sul piano politico, il terremoto si innesta su una dinamica già in atto: la svolta a destra del sindaco Voce, che si ricandida con il sostegno del centrodestra. Una scelta che ha già provocato malumori interni e che ora si intreccia con l’inchiesta sugli appalti, complicando ulteriormente il quadro a poche settimane dalle elezioni amministrative di maggio. Non a caso, negli ultimi giorni, a sostegno di Voce sono arrivati gli endorsement del governatore Roberto Occhiuto e dei vertici regionali e provinciali di Forza Italia, tra cui Francesco Cannizzaro e Sergio Ferrari.
Verso il voto tra inchieste e fratture
L’indagine della Procura e le fibrillazioni politiche stanno ridisegnando il campo in vista delle urne. Il possibile ruolo futuro di Manica – dato per vicino alla nomina a vicesindaco in caso di rielezione – appare ora fortemente compromesso. Nel frattempo, il sindaco prova a tenere il punto istituzionale: “L’Amministrazione esprime piena fiducia nell’operato degli organi inquirenti”. Ma il dato politico è ormai evidente: tra inchiesta giudiziaria, dimissioni e riposizionamenti, la campagna elettorale a Crotone si apre sotto il segno dell’incertezza e con una maggioranza che mostra crepe sempre più profonde.









