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31 Marzo 2026
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Sottosegretari in Calabria, bagarre politica dopo la legge. Bruno: “La maggioranza costretta a correggersi sui costi”

Il consigliere regionale dl gruppo Tridico Presidente rivendica il risultato dell’opposizione: “Riduzione fino al 90% grazie alle nostre proposte, ma resta una scelta sbagliata per i cittadini”

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All’indomani dell’approvazione della proposta di legge regionale n. 58 che reintroduce i sottosegretari in Calabria, il dibattito politico resta acceso. A intervenire è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, che non usa mezzi termini nel giudicare il provvedimento.
“Nel day after dell’approvazione della proposta di legge regionale n. 58, che istituisce nuovamente le figure dei sottosegretari, resta un dato politico inequivocabile: siamo di fronte a un provvedimento che la Calabria ricorderà a lungo – dichiara Bruno -. Risponde a una logica precisa, quella di riequilibrare assetti interni alla maggioranza utilizzando risorse pubbliche”.
Per il consigliere, la misura si configura più come una distribuzione di incarichi che come una risposta concreta ai bisogni dei cittadini, senza effetti tangibili sul territorio.

Il nodo dei costi e la “marcia indietro” della maggioranza

Nonostante le critiche, Bruno sottolinea un risultato politico ottenuto dall’opposizione. “E tuttavia, dentro questo quadro, un risultato è stato ottenuto. Ed è un risultato politico, prima ancora che tecnico – afferma -. La maggioranza, dopo aver respinto in Commissione Affari istituzionali gli emendamenti dell’opposizione, è stata costretta a intervenire sui costi con un proprio emendamento presentato in Aula”.
Secondo Bruno, la modifica introdotta dalla maggioranza riduce l’impatto economico delle strutture di supporto ai sottosegretari, segnando di fatto una correzione della linea iniziale.

“Il nostro impianto recepito, anche se in forma attenuata”

Il capogruppo di “Tridico Presidente” rivendica la paternità politica delle modifiche. “Un emendamento che di fatto ricalca – seppur in forma attenuata – l’impostazione già proposta dall’opposizione – spiega Bruno -. L’emendamento numero quattro prevedeva il divieto esplicito di ricorso a personale esterno o in comando, imponendo l’utilizzo esclusivo di personale già in organico alla Regione”.
Una proposta che, nelle intenzioni dell’opposizione, avrebbe eliminato alla radice nuovi incarichi fiduciari e ridotto ogni margine discrezionale nella composizione delle segreterie.
“Presi forse da una crisi di coscienza e consapevoli che i calabresi non avrebbero tollerato questa scelta scellerata di aumentare i costi della politica regionale – prosegue Bruno -, i colleghi della maggioranza sono arrivati in Aula all’ultimo minuto”.

Riduzione dei costi fino al 90%: “Tema imposto dall’opposizione”

La versione finale della norma introduce una riduzione delle strutture di supporto e una clausola di invarianza finanziaria.
“Con l’opposizione che ha scelto di non partecipare al voto per protesta e senza essere informata per tempo dell’emendamento – evidenzia il consigliere regionale -, è stata avanzata una proposta che prevede una sola unità per sottosegretario e l’utilizzo di personale già esistente, anche del Consiglio regionale”.
Per il consigliere, se oggi si parla di una riduzione dei costi fino al 90% è perché il tema è stato posto con forza fin dall’inizio dall’opposizione.
“Prima ignorato, poi respinto, infine, nei fatti recepito – aggiunge -. Questo dimostra che il problema non era ideologico, ma concreto: evitare un ulteriore aggravio per le casse pubbliche”.

Le criticità restano: “Scelta inaccettabile per la Calabria”

Nonostante il risultato ottenuto sul piano economico, Bruno insiste sulle criticità di fondo del provvedimento.
“Resta una responsabilità politica evidente – conclude -. In una Calabria che continua a scontare ritardi pesanti sulla sanità, con un diritto alla cura diseguale, un sistema dei trasporti fragile, dissesto idrogeologico e servizi insufficienti, non era accettabile costruire nuove architetture istituzionali senza una chiara utilità pubblica”.
Anche il giudizio finale resta netto: la maggioranza sarebbe intervenuta solo sotto pressione e per limitare i danni, mentre l’opposizione annuncia battaglia.
“Alla fine, il risultato è stato quello che avevamo indicato: contenere lo spreco – conclude Bruno -. Ma si è intervenuti solo dopo, solo per limitare i danni. E su questo andremo avanti: per contrastare questa norma utilizzeremo tutti gli strumenti consentiti dalla legge”.

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