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31 Marzo 2026
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Calabria
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Ospedale di Polistena sotto attacco: 2.400 cittadini denunciati per rivendicare servizi essenziali (FOTO)

Oggi a Polistena un’assemblea pubblica ha messo in luce le carenze dell’Asp di Reggio Calabria. Sindaci, cittadini e comitato civico uniti contro la negazione dei servizi sanitari essenziali

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Oggi a Polistena si è svolta un’assemblea pubblica partecipata che ha segnato una pagina significativa di democrazia. Al centro del dibattito, la gestione dell’Asp di Reggio Calabria e l’ennesima, intollerabile mancanza di servizi essenziali nella Piana.

Asp assente e cittadini in prima linea

L’Asp di Reggio Calabria non si è presentata all’incontro, probabilmente consapevole di doversi confrontare senza filtri con una comunità stanca di promesse non mantenute. A sostegno del Comitato civico, nella persona della presidente Marisa Valensise, sindaci e cittadini hanno ribadito la legittimità della loro azione, difendendo il diritto alla salute di 2.400 cittadini coinvolti nella denuncia avanzata dall’Asp.

Promesse mancate e ritardi storici

Secondo gli organizzatori, la dottoressa Di Furia, insieme al direttore amministrativo Maddalena Berardi, dovrebbe chiedere scusa ai cittadini e fermare la narrazione rassicurante che continua a produrre solo rinvii.

Emblematico è quanto scritto nella diffida dell’Asp, dove la dottoressa Pensabene ammette che tutto ciò che non è stato realizzato all’ospedale di Polistena sarà trasferito al costruendo ospedale di Palmi, atteso da 17 anni senza che sia stata posta la prima pietra.

Testimonianze forti e appello alla democrazia

All’assemblea hanno partecipato giornalisti locali, emittenti e la Rai. Particolarmente significativa la presenza del professore Riccardo Mazzitelli, figura storica della chirurgia polistenese, la cui testimonianza ha sottolineato che l’ospedale di Polistena non è un semplice numero da tagliare, ma una realtà costruita con competenza, sacrificio e dedizione.

“Siamo in una democrazia, non in una dittatura. L’articolo 32 della Costituzione non è negoziabile: è un diritto inviolabile”, hanno sottolineato i cittadini, ricordando che non tutti hanno i mezzi per curarsi altrove.

Un precedente nazionale e la voce dei cittadini

La denuncia che coinvolge migliaia di cittadini avrà inevitabilmente risonanza nazionale e rappresenta un precedente importante che richiede riflessione immediata. La protesta non è solo locale: riguarda il rispetto dei diritti fondamentali di ogni cittadino e la tutela della salute come diritto primario.

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