Il clima si è fatto subito incandescente durante la trasmissione “La Zanzara” su Radio 24, dove Gianluca Locicero, figura di spicco degli ultras del Padova e veterano delle arti marziali miste, ha rivolto pesanti minacce al giornalista Klaus Davi. Locicero ha definito Davi un “infame svizzero pederasta” e una “spia”, accusandolo di frequentare gli stadi non con intenti costruttivi, ma con l’unico scopo di far finire le persone in prigione. “Se l’avessi incontrato in curva l’avrei picchiato, l’avrei preso a sberle” ha dichiarato Locicero, aggiungendo che i “pennivendoli di regime” non dovrebbero avere accesso al mondo delle curve, poiché lo descriverebbero in modo ingannevole e fuorviante.
La difesa dell’omertà e le “regole non scritte”
Sollecitato dai conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo, Locicero ha delineato quello che ritiene essere il codice di condotta del mondo ultras, un universo regolato da norme non scritte dove la violenza è considerata una componente intrinseca. Il leader del tifo padovano ha ammesso apertamente che non denuncerebbe mai un compagno di tifoseria: “Non lo denuncerei mai, siamo uomini, è un mondo fatto di regole non scritte. Menarsi fa parte dell’essere ultras”. Riguardo a un eventuale incontro allo stadio con il giornalista munito di telecamera, Locicero ha evocato metodi coercitivi: “Ci saranno i dovuti modi per farlo allontanare, le dovute azioni lo convinceranno ad andare via”.
La replica di Klaus Davi: “Siete come la ‘Ndrangheta”
Non si è fatta attendere la dura replica di Klaus Davi, presente al programma, che ha risposto punto su punto alle accuse e agli insulti omofobi ricevuti. Davi ha accusato Locicero di incarnare tutto ciò che rovina il mondo del calcio: “Dimostri che sei violento, intollerante, misogino, antisemita e omofobo. Hai dimostrato quello che sei”. Il giornalista ha poi incalzato l’interlocutore sui legami oscuri che affliggono alcune curve italiane, citando esplicitamente la criminalità organizzata: “Spiegami come è entrata la ‘Ndrangheta, spiegami cosa fate con la droga. Siete come la ‘Ndrangheta! Questa è omertà”.









