La crisi della Nazionale riporta tutto a un copione già visto: un nuovo commissario tecnico da scegliere, ancora una volta, tra nomi che evocano un passato recente e ingombrante. Le difficoltà del presente aprono così la porta a soluzioni di esperienza, con due profili che tornano prepotentemente in primo piano: Roberto Mancini e Antonio Conte.
Gattuso verso l’addio: un ciclo mai davvero decollato
Il destino di Gennaro Gattuso appare ormai segnato. L’attuale ct, calabrese doc, già a Marbella per trascorrere del tempo con la famiglia, si avvicina a un addio anticipato rispetto alla naturale scadenza del contratto fissata a giugno. Il suo percorso sulla panchina azzurra non ha prodotto la svolta attesa e, nelle ultime settimane, il clima attorno alla Federazione si è fatto sempre più incerto.
A pesare è anche il quadro istituzionale: le probabili dimissioni del presidente Gravina renderebbero complessa qualsiasi ipotesi di continuità tecnica. In questo contesto, la permanenza di Gattuso si trasformerebbe in una soluzione temporanea priva di reali prospettive.
Il patto con Buffon e un possibile doppio passo indietro
Secondo le indiscrezioni, Gattuso aveva stretto un accordo informale con Gianluigi Buffon, attuale capodelegazione: proseguire insieme fino a giugno. Un’intesa che però potrebbe non reggere alla pressione degli eventi.
Se il tecnico dovesse percepire una fiducia ormai logorata, non è esclusa una scelta drastica: dimissioni anticipate. Non sarebbe una novità per Gattuso, che in passato ha già dimostrato di privilegiare decisioni nette pur di mantenere il controllo sul proprio percorso professionale.
Le stesse voci parlano di un’uscita condivisa: Gattuso e Buffon pronti a lasciare insieme, segnando la fine di un’esperienza che non ha mai trovato stabilità.
Mancini e Conte: due strade per rifondare
Nel vuoto che si sta creando, la Federazione guarda a profili di alto livello. Mancini, già protagonista del trionfo europeo, rappresenta una soluzione di continuità con un passato vincente. Conte, invece, incarna l’idea di una rifondazione basata su rigore, intensità e identità.
Entrambi sono considerati candidati forti per guidare la ricostruzione, in un momento in cui la Nazionale cerca certezze più che scommesse.
Un futuro ancora in sospeso
Le prossime settimane saranno decisive per chiarire gli equilibri interni e definire la nuova guida tecnica. Le dinamiche federali e le scelte personali dei protagonisti restano intrecciate, mentre il progetto azzurro attende una direzione precisa.









