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2 Aprile 2026
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Porto di Vibo Valentia, l’appello del Pd: “Responsabilità e bene comune per il futuro della città”

Il direttivo del circolo dem ipponiano difende l’Atto di Sottomissione di quattro anni e attacca l’opposizione: "Preferisce le barricate al dialogo"

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“Solo chi vuole negare l’evidenza non riconosce che, con l’Atto di Sottomissione della durata di quattro anni deliberato dall’Autorità di Sistema Portuale, si sia riusciti a superare l’ipoteca dei vent’anni“. Con queste parole il Partito Democratico di Vibo Valentia rivendica il risultato ottenuto: senza questo atto sarebbe stata subito rilasciata una concessione ventennale che avrebbe bloccato per sempre qualsiasi ipotesi di riconversione dell’area portuale.

Un punto di partenza storico

“L’Atto di Sottomissione deliberato dall’Autorità di Sistema Portuale – spiegano – è un punto di partenza, l’inizio di una sfida che dovrà vedere remare dalla stessa parte tutta la politica e la comunità vibonese; probabilmente è l’ultima chiamata per dare una vocazione anche turistica al nostro porto“.
Il Ps sottolinea che ora la politica dovrà impegnarsi a vigilare sul rispetto dei tempi e dei passaggi previsti e presentare proposte concrete: “Sarà importante fare proposte che possano favorire lo sviluppo turistico, commerciale e dei servizi di livello internazionale, potenziando le capacità di attracco e proiettando il nostro scalo verso nuovi mercati, a partire da quello crocieristico e al servizio delle aziende del territorio“.

Critica dura all’opposizione

Di fronte a un tema così importante, il partito non risparmia critiche: “Di fronte a un tema complesso e fondamentale come questo, spiace vedere che l’opposizione preferisca le barricate alla costruzione del bene comune, dei cittadini di Vibo Marina e non solo“.
Chiedere le dimissioni del primo cittadino, accusarlo di ‘mistificazione’, significa ignorare deliberatamente un percorso politico e amministrativo che, per la prima volta, ha messo al centro dell’agenda regionale e nazionale la riconversione del nostro porto”, specificano ancora dal circolo dem di Vibo. Per il quale la delocalizzazione non è una bandierina elettorale, ma una richiesta avanzata sempre “con il massimo rispetto per l’azienda, per i lavoratori, per l’indotto, preferendo il dialogo allo scontro”.

Appello alla responsabilità collettiva

In un momento così delicato, una classe dirigente matura dovrebbe stringersi attorno alle istituzioni per dare forza contrattuale alla Città nei confronti dei colossi industriali. Il sindaco Romeo – concludono – sta portando avanti una difficile battaglia di civiltà, con coraggio e visione“.
Il Partito Democratico si dice pronto al confronto, “a ragionare su ogni progetto di sviluppo e diversificazione di funzionalità del porto cittadino“, attraverso la concertazione con l’Autorità di Sistema Portuale, le aziende private, la Regione, il ministero, l’ASP e i sindacati.

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