La Calabria non aspetta. Mentre il calendario segna poco più di un mese alle urne di maggio, tre delle principali città della regione sono in fermento. A Reggio Calabria Francesco Cannizzaro ha scelto di uscire allo scoperto con una conferenza stampa di oltre due ore — niente tavolo, niente schermo protettivo, solo lui e i giornalisti — e ha detto quello che molti si aspettavano ma pochi avevano ancora sentito pronunciare con quella nettezza: lascia Roma, lascia il Parlamento, e punta dritto a Palazzo San Giorgio. A Crotone il centrosinistra ha trovato l’uomo su cui scommettere, l’avvocato Giuseppe Trocino, e si prepara alla fumata bianca. A Catanzaro, dove si voterà nel 2027, Wanda Ferro. numero uno di Fratelli d’Italia in Calabria, ha bruciato tutti sul tempo rivendicando pubblicamente la candidatura a sindaco per il suo partito. Tre mosse, tre città, una sola stagione politica che si annuncia tra le più decisive degli ultimi anni per la Calabria.
Reggio Calabria: Cannizzaro scende in campo e alza il tiro
C’è un momento, nel racconto di una candidatura, in cui le parole smettono di essere liturgia e diventano impegno reale. Per Francesco Cannizzaro quel momento è arrivato nel giorno di San Francesco di Paola patrono della Calabria. Nella sede della sua segreteria politica, davanti a una corona di giovani e ai volti della coalizione — Giusi Princi, Denis Nesci, consiglieri regionali, il presidente Cirillo — ha scelto di stare in piedi tra i giornalisti per oltre due ore, senza tavoli di rappresentanza né ripari istituzionali. Un leggio bianco con la scritta “Adesso Reggio – Cannizzaro Sindaco”, una camicia aperta sul collo, le mani vive nell’aria. Una conferenza stampa all’americana, di quelle in cui ci si gioca tutto allo scoperto.
Il candidato del centrodestra alle elezioni comunali di maggio ha presentato la sua corsa con la franchezza di chi ha già bruciato i ponti. “Io non lascio Roma per venire a Reggio a pettinare bambole”, ha detto a un certo punto, con la naturalezza di chi non stava cercando uno slogan. In quella frase c’era tutta la posta in gioco: quarantadue anni, venti di politica, una carriera parlamentare solida alle spalle, la tentazione della “zona comfort” della Capitale. Eppure eccolo lì, a raccontare che aveva registrato il video dell’annuncio più volte senza riuscire ad andare fino in fondo per l’emozione. “Fare il sindaco della mia città era il mio sogno da bambino”, ha detto, aggiungendo di essersene reso conto davvero solo quando l’aveva comunicato ai suoi genitori. La politica, ogni tanto, torna a essere una cosa personale.
Sul piano della coalizione è stato diretto. Alla domanda su una possibile lista targata Roberto Occhiuto, ha risposto senza esitazione: non ce n’è bisogno, perché la lista Occhiuto Presidente sarà semplicemente sostituita dalla lista Cannizzaro Sindaco. Una risposta che dice tutto sul livello di compattezza che il centrodestra reggino intende esibire.
Crotone: il centrosinistra avanza verso Trocino
A poco più di cento chilometri a nord, il centrosinistra di Crotone prova a fare quadrato attorno a un nome. L’avvocato Giuseppe Trocino è il profilo civico che la coalizione progressista ha incontrato in questi giorni, e il confronto è stato definito ufficialmente “particolarmente costruttivo”, con una “sostanziale convergenza” su priorità e visione di sviluppo della città. Un linguaggio diplomatico che nei comunicati di coalizione significa quasi sempre una cosa sola: si tratta, e si tratta in modo serio.
Trocino è fortemente sostenuto dal Partito Democratico, ma il dato politico rilevante è che attorno al suo nome si starebbe formando un consenso più largo del previsto. Alleanza Verdi Sinistra avrebbe già dato il proprio ok, e il Movimento 5 Stelle sembrerebbe aver sciolto le ultime riserve. Se la conferma arrivasse — e le fonti parlano di una possibile fumata bianca entro metà della prossima settimana — Crotone arriverebbe alle urne di maggio con un centrosinistra compatto e un candidato unitario. Un asset non secondario in una città che nelle ultime tornate aveva conosciuto coalizioni spesso lacerate dall’interno.
Catanzaro: Fratelli d’Italia brucia i tempi e pianta la bandiera
Il 2027 sembra lontano, ma in politica chi parla per primo spesso detta il ritmo a tutti gli altri. E a Catanzaro, Wanda Ferro — sottosegretaria al Ministero dell’Interno e coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia — ha scelto la presentazione dei nuovi eletti in Consiglio provinciale per lanciare un segnale che non si presta a letture oblique: il partito di Giorgia Meloni vuole esprimere il candidato sindaco del centrodestra per il capoluogo di regione.
“Avanzerò la richiesta della candidatura in quota Fratelli d’Italia”, ha detto davanti a una platea che comprendeva anche diversi consiglieri comunali catanzaresi. La motivazione è politica e territoriale insieme: nella divisione dei ruoli a livello regionale, FdI non avrebbe giocato «quel ruolo da protagonista che dovrà avere certamente a Catanzaro». Una rivendicazione portata avanti, ha tenuto a precisare, “non con l’arroganza dei numeri, ma con l’arroganza di voler sottolineare l’impegno sempre manifestato” sul territorio. La porta agli alleati resta formalmente aperta — “se le altre forze del centrodestra proporranno candidati ritenuti più qualificati, saremo pronti a ragionarci” — ma il punto di partenza è stabilito: FdI parte da una posizione di forza e non intende nasconderlo.








