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3 Aprile 2026
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Calabria
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Giunta extra large in stand-by, Occhiuto adesso prende tempo: nomine congelate fino alle Comunali?

Il governatore sembra intenzionato a rinviare ogni decisione per evitare tensioni nella maggioranza e nell’opinione pubblica. Sullo sfondo pesano elezioni, sanità e tenuta della coalizione

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Nessuno strappo, nessuna accelerazione. Dopo il via libera al ritorno dei sottosegretari, Roberto Occhiuto sceglie la via più cauta: rinviare le nomine e abbassare la temperatura politica. Una decisione che non nasce dal caso, ma da una valutazione precisa del clima che si respira dentro e fuori Palazzo.

Le polemiche seguite all’approvazione della norma hanno infatti acceso un dibattito che rischia di logorare l’immagine della maggioranza, fresca di consenso elettorale. L’idea di una “Giunta extra large”, in una regione ancora alle prese con emergenze strutturali, espone il centrodestra a critiche difficili da neutralizzare.

Il peso dell’opinione pubblica e l’ombra del referendum

A preoccupare è soprattutto la percezione esterna. Il rischio, nei corridoi della Cittadella, è quello di alimentare l’immagine di una politica concentrata su poltrone e costi, più che sulle priorità dei cittadini.

Non è un caso che il governatore segua con attenzione anche l’iniziativa referendaria che si sta muovendo attorno alla questione. La raccolta firme per cancellare la norma sui sottosegretari rappresenta un segnale politico tutt’altro che marginale: un indicatore del malcontento che attraversa una parte dell’opinione pubblica calabrese.

Elezioni amministrative e tenuta della coalizione

Il rinvio delle nomine si intreccia con un’altra variabile decisiva: le imminenti elezioni amministrative. In città chiave come Reggio Calabria e Crotone, il centrodestra si gioca una partita strategica che richiede una coalizione compatta. Forzare la mano adesso significherebbe esporsi a frizioni interne, in un momento in cui invece serve tenere insieme tutte le anime dell’alleanza. Le recenti tensioni, emerse anche in occasione delle elezioni provinciali, suggeriscono prudenza. Da qui la scelta di congelare il dossier e rinviare ogni decisione a dopo il voto

La vera partita: sanità e fine del commissariamento

Sul fondo resta il dossier più pesante: la sanità calabrese. L’eventuale uscita dal commissariamento rappresenterebbe un passaggio storico, ma ancora non si intravede una soluzione immediata. Se da un lato si registrano segnali di miglioramento sui conti e sui livelli essenziali di assistenza, dall’altro persistono criticità, soprattutto nella capacità di spesa delle risorse disponibili. Una partita complessa, che coinvolge direttamente i ministeri e che potrebbe incidere in modo determinante sull’azione futura della Regione.

Il tempo come arma politica

In questo scenario, la scelta di Occhiuto appare chiara: usare il tempo come leva politica. Rinviare per ricompattare, per evitare contraccolpi elettorali, per non offrire ulteriori argomenti alle opposizioni. Una strategia attendista che, però, non potrà durare all’infinito. Perché il nodo dei sottosegretari, tra costi, consenso e equilibri interni, resta lì. Solo momentaneamente congelato.

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