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3 Aprile 2026
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Calabria
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“Due milioni per i privilegi mentre la Calabria affonda”, Avs attacca la Regione e la legge sui sottosegretari (che nasconde altro)

Campana e Pignataro contro Occhiuto: “È una questione morale, non solo politica. Aumentano i costi del potere mentre quasi il 50% dei calabresi è a rischio povertà”

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È un attacco frontale quello dei portavoce regionali di Alleanza Verdi Sinistra, Giuseppe Campana e Fernando Pignataro, contro la recente legge regionale finita al centro delle polemiche. E dopo aver appreso gli ultimi risvolti da un’inchiesta di Calabria 7. “Non è più solo una questione politica, ma morale”, denunciano, puntando il dito contro un provvedimento che definiscono “un sistema costruito per alimentare privilegi”.
Secondo Avs, la cosiddetta Legge n. 12/2026 nasconderebbe un aumento strutturale dei costi della politica, reso poco comprensibile da un impianto normativo volutamente complesso.

“La Calabria cade a pezzi, il palazzo si finanzia”

Nel mirino finisce direttamente il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, accusato di aver trasformato l’ente in “una macchina di auto-finanziamento politico”.
“La Calabria reale arranca, arretra, si svuota. E nel frattempo il palazzo si autosostiene, si protegge, si finanzia. Non possiamo che denunciare con forza ciò che emerge dalla cosiddetta Legge n. 12/2026: un sistema costruito per alimentare privilegi, mascherato dietro una norma volutamente illeggibile”, scrivono Campana e Pignataro in una nota.
“Occhiuto ha trasformato la Regione in una macchina di auto-finanziamento politico, mentre fuori da quei palazzi la Calabria cade a pezzi, relegata agli ultimi posti, ma governata da una politica prima per benefit. E tutto questo mentre quasi il 50% dei calabresi è a rischio povertà. La fotografia è impietosa. La Calabria – proseguono Campana e Pignataro – è stabilmente in fondo a tutte le classifiche socio-economiche europee: redditi bassi, sanità fragile, giovani in fuga, servizi insufficienti. Eppure, mentre tutto questo accade, la maggioranza guidata da Roberto Occhiuto sceglie di aumentare indennità, moltiplicare incarichi, creare nuove figure politiche e allargare indennità. Non per i cittadini. Per sé stessa”.
“La Legge n. 12/2026 è una vergogna politica, l’emblema di questo metodo. Non una norma trasparente – spiegano – ma un mosaico di rinvii, richiami e incastri normativi che rendono impossibile ai cittadini capire cosa stia realmente accadendo. È una scelta deliberata.

Il conto dei benefit: “Fino a 2 milioni l’anno”

Al centro delle critiche c’è il costo complessivo delle misure introdotte. “Quando una legge non si capisce – tuonano i portavoce regionali di AVS – spesso è perché qualcuno non vuole che si capisca. Dentro quel testo si nasconde un aumento sistematico dei costi della politica: contributi auto come quelli del presidente estesi agli assessori, indennità allargate, nuovi sottosegretari con staff, strutture moltiplicate. Un conto che supera abbondantemente il milione e mezzo di euro l’anno. E che potrebbe arrivare tranquillamente a due, con i contributi previdenziali“.

Sanità, Pnrr e servizi: “La Calabria reale è in emergenza”

La denuncia si allarga poi alla condizione generale della regione. “I servizi essenziali collassano”, attaccano Campana e Pignataro. “Nel frattempo, la Calabria reale vive un’altra storia. La sanità è in macerie, demolita da liste d’attesa infinite, i reparti si svuotano, il personale è insufficiente. La progettazione del Pnrr è ai limiti dell’azzeramento nonostante un’opportunità storica che rischia di andare perduta per incapacità amministrativa. I cittadini restano senza assistenza medica, soprattutto nelle aree interne, isolati da infrastrutture medievali. Collegamenti inefficienti, isolamento cronico, sviluppo bloccato. E come se non bastasse, si cedono 15 milioni di euro dei fondi di coesione per alimentare scelte nazionali lontane dai bisogni dei calabresi”.

“Amichettismo diventato sistema”

Nel passaggio più duro, i portavoce parlano apertamente di “bolla che si autosostiene”, accusando la classe dirigente di distribuire incarichi e risorse secondo logiche lontane da merito e interesse pubblico.
“Quello che emerge – dicono ancora – è una bolla che si autosostiene, che distribuisce incarichi, risorse e ruoli. Un modello che nulla ha a che vedere con merito, competenza o interesse pubblico. È amichettismo. Ed è diventato sistema. E mentre in Calabria si consolidano queste pratiche, a Roma, provando a ergersi segretario del suo partito sotto l’8% a livello nazionale, il governatore va a raccontare un’altra storia: quella della meritocrazia, del liberismo, dell’efficienza. Decisamente una narrazione che non regge alla prova dei fatti. La Calabria non è un bancomat, non possiamo più accettare questa ipocrisia istituzionale.

L’appello all’opposizione: “Battaglia senza fine”

“Servono scelte radicalmente diverse, e per questo ci appelliamo a tutte le forze di opposizione in consiglio regionale e fuori: si apra una battaglia senza fine, fin quando questa vergogna non sarà abolita. Perché una regione che arranca – concludono Giuseppe Campana e Fernando Pignataro – non può permettersi una classe dirigente che pensa prima a sé stessa. E oggi, purtroppo, è esattamente ciò che sta accadendo”.

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