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3 Aprile 2026
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Delocalizzazione dei depositi di Vibo, la verità di Meridionale Petroli: “Servono oltre 100 milioni, nessun accordo con il Comune”

L'azienda smonta punto per punto le affermazioni del sindaco Enzo Romeo: nessuna area idonea individuata e nessun fondo pubblico stanziato. Così si illudono cittadini e lavoratori”

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Uno scontro ormai aperto, nero su bianco. La Meridionale Petroli torna a farsi sentire e lo fa con una nuova nota che è una controreplica al sindaco di Vibo Enzo Romeo. Pomo della discordia la vicenda della delocalizzazione dei depositi costieri di Vibo Marina. L’azienda petrolifera smentisce punto per punto la narrazione del Comune e parla di una “rappresentazione dei fatti non riscontrata da elementi oggettivi” chiarendo senza mezzi termini: “Non risultano acquisiti né definiti i risultati che vengono invece rappresentati pubblicamente come già raggiunti”. Una presa di posizione netta, che segna una frattura evidente tra istituzione e operatore industriale.

Il “Protocollo d’Intesa” che non esiste (ancora)

Il nodo centrale della querelle riguarda un documento che il Sindaco Romeo ha più volte citato pubblicamente come un accordo già raggiunto. Meridionale Petroli ricostruisce la vicenda con dovizia di particolari, smentendo questa lettura in modo netto. “Il cosiddetto ‘Protocollo d’Intesa’, più volte indicato dal Sindaco Romeo come già definito, è in realtà una mera bozza di circa dodici pagine — di cui due adibite a firma — trasmessa dal Comune in data 3 marzo per il tramite dell’Ufficio di Gabinetto, in versione non editabile e priva di qualsiasi contenuto vincolante. Il documento si limita a prospettare un generico impegno di collaborazione tra le parti per valutare, in via meramente eventuale e con un termine di durata, un’ipotesi di delocalizzazione che deve vedere tutti i soggetti coinvolti concordi, senza prevedere alcun obbligo concreto né alcuna garanzia di realizzazione”.

Non solo. L’azienda sottolinea un dettaglio che definisce quantomeno singolare: “Tale bozza, peraltro, non si sa per quale motivo, è stata trasmessa esclusivamente a Meridionale Petroli e non agli altri Enti che, secondo quanto dichiarato, avrebbero partecipato alla sua elaborazione”.

La risposta dell’azienda non si è fatta attendere: “In data 16 marzo, l’Azienda ha provveduto a trasmettere una versione integralmente revisionata e coerente con quanto emerso nella riunione del 30 gennaio a tutti i soggetti coinvolti, senza che ad oggi sia pervenuto alcun riscontro da parte del Comune“.

La riunione del 30 gennaio: cosa è stato davvero detto

Meridionale Petroli torna più volte nel comunicato su un appuntamento chiave: la riunione del 30 gennaio con tutti gli enti competenti. Un incontro che, a detta dell’azienda, ha prodotto conclusioni radicalmente diverse da quelle che il Sindaco continua a diffondere. “Nel corso della riunione del 30 gennaio con tutti gli Enti competenti è stato chiarito in modo inequivocabile che non risultano individuate aree idonee, che non vi sono garanzie in ordine al rilascio delle autorizzazioni né alle relative tempistiche, che non è stata assicurata alcuna disponibilità di risorse pubbliche dirette e che non risultano definite le infrastrutture necessarie all’approvvigionamento energetico”.

Un quadro che contraddice frontalmente la narrativa del primo cittadino. Ma c’è di più. Anche il proprietario dell’area indicata come possibile alternativa ha preso le distanze dall’operazione: “Lo stesso legale rappresentante pro tempore della società proprietaria dell’asserita area indicata quale possibile alternativa ha espressamente dichiarato di non essere in grado di attestare l’idoneità della stessa alla realizzazione di un deposito costiero, evidenziando inoltre che qualsiasi eventuale interlocuzione avrebbe dovuto necessariamente avvenire su base privatistica e diretta, previa manifestazione di interesse da parte di Meridionale Petroli, essendo il Comune del tutto estraneo a tale procedura e privo di qualsivoglia legittimazione in merito“.

Cento milioni di euro: i numeri reali di una delocalizzazione

Sul piano economico, l’azienda non usa mezzi termini. Spostare un deposito costiero delle dimensioni di quello di Vibo Marina non è un’operazione ordinaria, né tantomeno a basso costo. “La realizzazione di un deposito costiero simile a quello attualmente in esercizio richiede investimenti dell’ordine di oltre cento milioni di euro e presuppone la presenza di operatori dotati di adeguata solidità finanziaria e comprovata capacità industriale“, si legge nel comunicato. Di fronte a questa cifra, Meridionale Petroli giudica “del tutto sproporzionato oltre che notevolmente inesatto” il richiamo del Sindaco a interventi infrastrutturali di entità estremamente più contenuta. E sul tema dei fondi pubblici, la smentita è ancora più netta: “Nel corso della medesima riunione del 30 gennaio, le dichiarazioni del Sindaco proclamate nei mesi precedenti circa la già avvenuta disponibilità di risorse pubbliche per il finanziamento dell’investimento non hanno trovato alcuna conferma, essendo stato chiarito dagli stessi rappresentanti ministeriali che, allo stato, non risultano stanziamenti“.

Il “candidato subentrante”: 12mila euro di fatturato per gestire un’infrastruttura strategica

È forse il passaggio più dirompente dell’intero comunicato. Meridionale Petroli punta il dito su uno dei soggetti che, secondo quanto sostenuto dal sindaco, si sarebbe dichiarato disponibile a subentrare nella gestione del deposito in caso di delocalizzazione. I numeri, ricavati da dati pubblici, parlano da soli. “Sulla base dei dati economico-finanziari pubblicamente disponibili — ultimo bilancio depositato relativo all’anno 2023, cosa già di per sé molto strana — il medesimo soggetto presenta un fatturato pari a circa 12.000 euro e un utile pari a zero. Si tratta di elementi oggettivi che, per la loro stessa evidenza, impongono una riflessione seria, responsabile e non ulteriormente rinviabile”.

L’azienda non si ferma alla semplice constatazione, ma sviluppa le implicazioni pratiche di questo scenario con una serie di domande retoriche che suonano come un atto d’accusa formale: “Ci si chiede, pertanto, come sarebbe stato possibile garantire la tutela degli interessi della comunità vibonese affidando un’infrastruttura strategica a un operatore che, alla luce dei dati disponibili, non sembrerebbe disporre di una capacità finanziaria adeguata neppure a sostenere i costi ordinari di gestione, quali il pagamento delle retribuzioni, dei canoni concessori, delle imposte o degli oneri operativi correnti”.

E ancora: “Risulta altresì oggettivamente difficile, se non impossibile, comprendere sulla base di quali presupposti un soggetto con tali dimensioni economiche avrebbe potuto sostenere un processo di delocalizzazione e realizzazione di un nuovo deposito costiero, intervento che, per sua natura, richiede investimenti di tutt’altra entità. Allo stesso modo, resta del tutto indeterminato come sarebbero stati assicurati standard adeguati di sicurezza dell’impianto, la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie, nonché la continuità dell’approvvigionamento energetico per il territorio e il regolare funzionamento della filiera logistica connessa”.

I lavoratori e le famiglie: “Ogni incertezza ha un nome e un volto”

Oltre la dimensione tecnica e finanziaria, Meridionale Petroli rivendica con forza la propria appartenenza al tessuto sociale del territorio, respingendo quella che definisce una «strumentale contrapposizione» tra l’azienda e la comunità locale. “Meridionale Petroli respinge con fermezza ogni strumentale rappresentazione volta a contrapporre l’Azienda alla comunità locale: il territorio appartiene ai cittadini, ai lavoratori e alle famiglie che lo vivono ogni giorno, incluse quelle che da decenni operano all’interno dell’Azienda e dell’indotto, contribuendo in modo determinante alla sicurezza energetica regionale“.

Il comunicato si chiude con un passaggio che ha il tono di un monito rivolto all’intera classe dirigente locale: “Perché ogni incertezza generata oggi non è astratta: ha un nome, un volto e una famiglia, ed è quella dei lavoratori che da anni garantiscono, con il proprio impegno quotidiano, un servizio essenziale per l’intero territorio”.

La sfida al confronto pubblico

Meridionale Petroli non si limita a difendersi. Lancia una sfida aperta al Sindaco Romeo, chiedendo un confronto pubblico e trasparente in cui ogni affermazione possa essere verificata alla luce degli atti ufficiali. “L’Azienda si dichiara fin da ora disponibile a un confronto pubblico e trasparente, nelle sedi opportune, affinché ogni affermazione possa essere verificata alla luce degli atti e dei dati ufficiali, nell’esclusivo interesse della verità dei fatti e della comunità. L’Azienda continuerà a operare con senso di responsabilità per garantire continuità occupazionale, sicurezza e stabilità al territorio, restando in attesa che alle dichiarazioni pubbliche facciano seguito evidenze oggettive, nell’interesse dei cittadini, dei lavoratori e dell’intero sistema economico locale“.

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