Il Consiglio di Stato interviene e cambia le carte in tavola sulla modifica dei confini comunali nel Vibonese.
I giudici hanno bocciato l’impostazione della Regione Calabria, riformando le sentenze con cui il Tar di Catanzaro aveva ritenuto valida la delibera del Comune di Filadelfia per avviare la procedura di revisione territoriale con Polia e Francavilla Angitola.
Accolti i ricorsi dei Comuni
A vincere il contenzioso sono stati proprio Polia e Francavilla Angitola, che avevano impugnato l’iter contro Filadelfia, la Regione e il comitato civico locale.
Il nodo centrale riguarda le modalità con cui era stata individuata la popolazione chiamata al referendum consultivo sulla modifica dei confini.
Il punto chiave: chi deve votare
Secondo il Consiglio di Stato, la Regione ha agito in violazione di legge. È stata infatti limitata la partecipazione al voto ai soli residenti di alcune contrade, come Fria, Piano Bosco, Fellà e Pantani, senza valutare il diritto degli altri cittadini coinvolti.
Una scelta giudicata illegittima perché ha “invertito la ratio della norma”: invece di partire dall’interesse generale, si è privilegiata una platea ristretta.
Referendum allargato a tutti i cittadini
Il principio fissato dai giudici è netto. In caso di modifica dei confini comunali, devono essere consultati tutti i residenti dei Comuni interessati, non solo quelli delle aree direttamente coinvolte dai cambiamenti.
Questo perché una variazione territoriale incide sull’intera comunità, sia su quella che cede territorio sia su quella che potrebbe acquisirlo.
Regione sotto accusa
La sentenza mette in evidenza anche un deficit di motivazione.
La Regione Calabria avrebbe dovuto valutare e spiegare se l’intera popolazione avesse interesse a partecipare alla consultazione, cosa che non è avvenuta.
Una bocciatura che pesa non solo sul caso specifico, ma anche sulle future procedure di modifica territoriale.
Uno stop che riapre la partita
La decisione del Consiglio di Stato non chiude la vicenda, ma la riporta al punto di partenza.
Ora l’intero iter dovrà essere ripensato, nel rispetto dei principi indicati dai giudici, con il coinvolgimento pieno delle comunità locali.
Una partita amministrativa e politica che nel Vibonese è tutt’altro che conclusa.








