Adesso c’è anche l’atto formale. Il commissario per l’edilizia sanitaria della Regione Calabria, Claudio Moroni, ha approvato l’accordo con il Politecnico di Milano e con la Fondazione Politecnico per la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali relativo al nuovo ospedale di Catanzaro. Un incarico dal valore di 138 mila euro, finanziato con risorse pubbliche, che segna un passaggio decisivo non solo sul piano tecnico ma soprattutto su quello politico. Perché, di fatto, la scelta sulla localizzazione dell’ospedale viene spostata fuori da Catanzaro.
Comune fermo, Regione accelera
La decisione arriva dopo mesi di stallo. Il Comune di Catanzaro, infatti, non ha ancora individuato l’area su cui dovrà sorgere il nuovo ospedale, alimentando un’incertezza che ha iniziato a pesare anche sul destino dei finanziamenti. Il governatore Roberto Occhiuto aveva più volte sollecitato il Consiglio comunale a prendere una posizione chiara, senza però ottenere risposte concrete. Da qui la scelta di affidare all’esterno uno studio che possa individuare le possibili soluzioni. Una mossa che evita ulteriori ritardi ma che, allo stesso tempo, rappresenta una sconfessione politica dell’ente locale.
Il rischio: perdere i fondi
Dietro l’accelerazione della struttura commissariale c’è anche un nodo decisivo: il rischio concreto di perdere i finanziamenti destinati al nuovo ospedale. Senza una scelta sulla localizzazione, infatti, il progetto rischia di restare fermo al palo, con conseguenze pesanti per un territorio già segnato da anni di criticità nella sanità.
Pitaro all’attacco: “Comune esautorato”
Durissimo il commento di Francesco Pitaro, già consigliere regionale, che legge l’intera vicenda come una resa della politica cittadina: “La sorpresa di Pasqua per il capoluogo della Calabria è che il Commissario per l’edilizia sanitaria ha dato incarico, con soldi pubblici, al Politecnico di Milano per uno studio diretto a individuare dove dovrà sorgere il nuovo ospedale di Catanzaro“. Secondo Pitaro, “in sintesi e di fatto, Occhiuto ha esautorato il Comune di Catanzaro, che su questo tema delicatissimo cincischia da tempo, eludendo diritti, poteri e prerogative del Consiglio comunale”.
“Atteggiamento moscio e dilatorio”
Ma l’affondo non si ferma qui. Pitaro punta il dito anche contro l’amministrazione comunale, accusata di aver assunto un atteggiamento “moscio, passivo e dilatorio incompatibile col tema sanitario“. Parole che fotografano una lunga fase di immobilismo politico che, secondo l’ex consigliere regionale, ha finito per aprire la strada all’intervento diretto della Regione.
Tra danno e beffa per la città
Il risultato è una situazione che lo stesso Pitaro definisce “insieme sarcastica e grave“. Da un lato anni di ritardi e penalizzazioni per la sanità pubblica e privata del territorio, dall’altro una decisione che arriva dall’alto e che rischia di essere percepita come una presa in giro per i cittadini. La partita del nuovo ospedale entra così in una fase decisiva, ma lo scontro istituzionale è appena iniziato. E al centro resta una domanda politica pesante: chi decide davvero il futuro sanitario di Catanzaro?









