La passione del centrodestra crotonese è iniziata qualche giorno fa, con l’avvio di una inchiesta giudiziaria che rischia di allargarsi a macchia d’olio, e che ha già cancellato gli entusiasmi per i nuovi assetti provinciali. Da allora, accordi e accordicchi in chiave comunali si sono squagliati come neve al sole; nel migliore dei casi essi sono stati messi in ghiacciaia, a fianco alle bottiglie di champagne che qualcuno pensava di poter stappare già a Pasqua per festeggiare una sorta di grosse koalition intorno alla debolezza dell’amministrazione esistente. Ma non si festeggerà un bel niente.
Si respira aria pesante
L’aria pesante che si respira nel capoluogo pitagorico per effetto dell’operazione “Teorema” sta ridefinendo inevitabilmente i precari equilibri politici cittadini, ma soprattutto sta favorendo la progressiva scomposizione di quella parte di centrodestra facilone che pensava di avere la vittoria in tasca. Ad esempio, dalle parti azzurre c’è meno baldanza adesso e piu’ incertezza, condita da una buona dose di strizza. Fisiologica. Diverso il clima che si respira nei ranghi di Fratelli D’Italia, nel gruppo buono però della destra locale meloniana, non in quello ad assetto variabile, ‘tracannale’ ,che oggi è un po’ con l’attuale sindaco Voce e domani non lo è. Una caratteristica, quella dell’ambiguità, che lega comunque piu’ soggetti di centrodestra,e che fa riflettere amaramente sui criteri di scelta della classe politica. Ma questo è un altro discorso. In questa sede viene spontaneo evidenziare invece come il rigore della coerenza di certa buona destra, di dirigenti specchiati, tanto per citarne una , come Simona Ferraina stia emergendo in tutta la sua forza persuasiva, ma sarebbe meglio dire contagiosa.
Un capoluogo nevralgico
Un rigore che sta convincendo sia Roma che Catanzaro a drizzare la schiena in un capoluogo nevralgico, ad osare di più. Non a caso, l’impressione diffusa è che ora tocchi ai fratellisti segnare un punto di svolta e assumersi una chiara responsabilità istituzionale, date le ammaccature di qualche alleato. Che tradotto significa: scegliere una candidata o un candidato a sindaco autorevole, capace di trainare prima di tutto i partiti classici di centrodestra e poi gruppi e movimenti affini. La vicinanza di uno scenario simile è, peraltro, avvalorata dalla convergenza unanime delle forze di governo sulla figura di Francesco Cannizzaro a Reggio Calabria. Ok, ma quale può essere la scelta migliore di Fdi? Inutile fare il totonomi in questa concitata fase. Di sicuro, quella pasquale, sarà tutto tranne che una pausa di relax per la dirigenza apicale della destra destra. Del resto, i giorni corrono, la scadenza amministrativa municipale si avvicina a passo spedito , il centrosinistra si sta lentamente svegliando dal letargo, dopo aver fiutato l’empasse nella galassia avversaria, e il rischio di doversi rassegnare a Voce può diventare una solida realtà. Insomma, ce n’è abbastanza per un più che naturale riconoscimento a Fratelli d’Italia di un ruolo guida.
L’altra domanda
La domanda però è anche un’altra: i meloniani questo ruolo lo vogliono davvero? E ancora: quale sensibilità all’interno dei fratellisti prevarrà in un momento così delicato per Crotone: quella attendista che, in mancanza di scossoni, si lascerà trainare dall’usato insicuro (l’attuale esperienza amministrativa) o quella che auspica un’alternativa vera e radicale ad Enzo Voce? Il dopo Pasqua ci dirà tanto.









