* di Francesco Di Lieto
l festival dell’ipocrisia è andato in scena a Lamezia. L’opposizione si definisce “compatta”, ma l’unica cosa su cui sembrano davvero uniti è la paura di far votare i calabresi.
Ci dicono che il referendum è “nebuloso” e che costa 6 milioni di euro.
Bisognerebbe spiegare a questi consiglieri che basterebbe accorpare il voto a una qualsiasi altra tornata elettorale per azzerare i costi. Ma loro preferiscono agitare lo spauracchio dei soldi “buttati” per nascondere la verità : non vogliono che il popolo rompa il giocattolo che sperano di ereditare.
Hanno fatto il solletico al padrone
Parlano di “porcherie” e “barbarie”, dicono di aver presentato emendamenti e poi sono usciti dall’aula. Praticamente hanno fatto il solletico al padrone e poi sono andati a prendere il caffè. Propongono una “legge abrogativa” di iniziativa popolare. Tradotto dal politichese: un percorso infinito tra commissioni e paludi burocratiche che finirà dritto nel cestino della maggioranza. È la strategia perfetta per far finta di lottare senza disturbare il banchetto. Dicono che Occhiuto moltiplica le poltrone per i suoi equilibri interni? Certo. Ma questi signori lo ringraziano e preferiscono non firmare per il referendum perché quegli stessi equilibri gli torneranno utili domani. Sarebbe davvero il caso di smetterla di recitare la parte degli indignati: siete solo commensali che protestano per il menù, ma si guardano bene dal rovesciare la tavola. Vergogna.
*Avvocato e vicepresidente nazionale del Codacons









