× Sponsor
4 Aprile 2026
13.5 C
Calabria
spot_img

Sottosegretari nel mirino, la rivolta del centrosinistra: legge popolare per cancellare la riforma di Occhiuto

Proposta di legge popolare e riforma del referendum: opposizione all’attacco contro la riforma voluta da Roberto Occhiuto. “Costi inutili e poltrone create per equilibri politici”

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Il centrosinistra calabrese passa al contrattacco e prepara una doppia offensiva contro la figura dei sottosegretari alla Presidenza della Regione, introdotta dalla maggioranza di centrodestra. L’obiettivo è chiaro: cancellare quella che viene definita una “vergogna politica” attraverso una proposta di legge abrogativa di iniziativa popolare, accompagnata da un secondo intervento normativo per adeguare lo strumento del referendum allo Statuto regionale. La strategia è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa a Lamezia Terme, con la partecipazione di esponenti di Pd, M5S e altre forze di opposizione.

Referendum difficile: costi troppo alti e tempi lunghi

Tra le ipotesi valutate c’era anche quella del referendum, ma al momento appare impraticabile. Secondo i consiglieri regionali, infatti, la normativa è ancora poco chiara e l’operazione avrebbe un costo stimato di circa 6 milioni di euro, una cifra addirittura superiore alla spesa prevista per gli stessi sottosegretari. Non solo: i tempi sarebbero incompatibili con l’urgenza politica, visto che gli effetti arriverebbero non prima di due anni e mezzo.

“Una barbarie politica”: l’attacco frontale alla maggioranza

Durissimo il giudizio politico dell’opposizione, che parla senza mezzi termini di “porcheria” e “barbarie politica”. Nel mirino c’è la scelta del centrodestra di modificare lo Statuto regionale già a inizio legislatura, ampliando il numero degli assessori e reintroducendo la figura dei sottosegretari. Secondo il centrosinistra si tratta di una riforma che comporta costi ingiustificati: circa un milione di euro complessivo, con 14mila euro mensili di indennità, a fronte di compiti poco chiari e non ben definiti.

Gli emendamenti bocciati e lo scontro in Consiglio

Durante il passaggio in Consiglio regionale, l’opposizione aveva presentato cinque emendamenti per ridurre i costi della riforma. Tutte le proposte sono state respinte dalla maggioranza, portando i consiglieri di centrosinistra ad abbandonare l’aula per protesta. Paradossalmente, uno degli emendamenti — volto a ridurre le spese delle strutture di supporto — sarebbe stato poi approvato dalla stessa maggioranza. Un segnale che, secondo l’opposizione, dimostrerebbe imbarazzo e contraddizioni interne.

“Solo un’operazione di potere”: il nodo politico

Per il centrosinistra, la questione va oltre i costi: la creazione dei sottosegretari risponderebbe a una logica di equilibri interni alla maggioranza. Una mossa, sostengono, funzionale a rafforzare la tenuta politica del presidente Roberto Occhiuto e del centrodestra, più che a migliorare l’efficienza amministrativa.

Unità dell’opposizione e sfida aperta

La conferenza stampa ha segnato anche un passaggio politico importante: la rivendicazione di una ritrovata unità del centrosinistra in Consiglio regionale.

“Siamo compatti nella costruzione di un’alternativa”, è il messaggio lanciato dagli esponenti presenti. La battaglia, assicurano, andrà avanti fino in fondo. Obiettivo: cancellare una norma considerata simbolo di spreco pubblico e gestione del potere.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE