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4 Aprile 2026
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Verifiche fiscali anche sotto i 5mila euro, gli avvocati di Catanzaro contro la nuova stretta

Il COA lancia l’allarme: “Norma vessatoria, rischio per il diritto di difesa e per il lavoro dei professionisti. Dal 15 giugno controlli su tutti i compensi

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Dura presa di posizione del Consiglio dell’Ordine Distrettuale degli Avvocati di Catanzaro, che esprime forte contrarietà alle nuove disposizioni introdotte dal Ministero della Giustizia in materia di verifiche fiscali sui compensi dei professionisti.

Al centro della contestazione c’è la circolare del 17 marzo 2026, che amplia in modo significativo i controlli sui pagamenti effettuati dalla Pubblica Amministrazione. Secondo il COA si tratta di una misura vessatoria e potenzialmente lesiva, destinata a incidere profondamente sull’attività professionale e sull’equilibrio del sistema giustizia.

Cosa cambia: controlli obbligatori su tutti i compensi

La novità, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, modifica l’articolo 48-bis del d.P.R. 602/1973 introducendo un principio destinato a cambiare radicalmente il rapporto tra professionisti e Pubblica Amministrazione.

Dal 15 giugno 2026, infatti, la verifica fiscale preventiva diventerà obbligatoria per tutti i compensi, anche quelli inferiori a 5.000 euro. Questo significa che gli uffici pubblici, compresi quelli giudiziari, dovranno accertare eventuali debiti fiscali o contributivi prima di procedere al pagamento.

In presenza di irregolarità, le somme saranno destinate prioritariamente all’agente della riscossione, lasciando al professionista solo l’eventuale residuo.

Coinvolto anche il patrocinio a spese dello Stato

La misura incide anche sul patrocinio a spese dello Stato, estendendo i controlli agli avvocati e a tutti i professionisti coinvolti nelle attività giudiziarie, inclusi periti e ausiliari del giudice.

Secondo il COA, questo rappresenta uno degli aspetti più critici, perché si tratta di incarichi spesso obbligatori e non rifiutabili, che rischiano di essere svolti senza la certezza del compenso.

“Rischio blocco dei pagamenti e diritto di difesa compromesso”

Le preoccupazioni espresse sono rilevanti e riguardano sia il piano economico sia quello costituzionale. Il provvedimento, infatti, potrebbe determinare un ulteriore rallentamento nei pagamenti, già frequentemente tardivi, introducendo un blocco automatico anche per irregolarità di lieve entità.

Secondo il Consiglio dell’Ordine, la Pubblica Amministrazione verrebbe trasformata da debitore in una sorta di controllore della regolarità fiscale, con possibili violazioni dei principi costituzionali e conseguenze dirette sull’effettività del diritto di difesa.

Il nodo costituzionale: prestazioni senza garanzia di compenso

Particolarmente delicato è il tema legato agli incarichi nel patrocinio a spese dello Stato. Gli avvocati iscritti negli elenchi non possono rifiutare l’incarico, ma rischiano di vedere bloccati i compensi anche dopo aver svolto l’attività.

Una situazione che, secondo il COA, configura una possibile violazione del diritto al lavoro autonomo e incide direttamente sulla tutela dei cittadini, mettendo in discussione l’equilibrio del sistema giudiziario.

La richiesta: “Abrogare subito la norma”

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro chiede l’immediata abrogazione della norma, ritenuta capace di creare un vero e proprio cortocircuito giuridico.

Nel frattempo, l’Ordine annuncia che valuterà tutte le iniziative possibili nelle sedi competenti per tutelare i propri iscritti.

Un nuovo fronte di tensione tra professionisti e Governo

La vicenda apre un nuovo fronte di tensione tra professionisti e istituzioni, in un contesto già segnato da difficoltà economiche e richieste di alleggerimento fiscale.

Secondo gli avvocati, il rischio concreto è quello di penalizzare chi lavora al servizio dello Stato, aggravando ulteriormente un sistema già sotto pressione e rendendo più fragile il diritto dei cittadini ad una difesa piena ed effettiva.

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