Il Catanzaro esce dal Ceravolo con un punto che pesa meno di quanto racconti il risultato. L’1-1 contro il Monza, maturato in pieno recupero per effetto di un rigore trasformato da Matteo Pessina, lascia ai giallorossi più rimpianti che soddisfazioni.
La squadra di Alberto Aquilani ha disputato una gara di personalità contro una delle formazioni più attrezzate del campionato, riuscendo per lunghi tratti a controllare il match e a mettere in difficoltà i lombardi. Proprio per questo, il pari finale ha il sapore della beffa.
Aquilani: “Prestazione importante, i ragazzi meritavano di più”
Nel post partita, il tecnico del Catanzaro non ha nascosto il proprio disappunto per un successo sfumato nei minuti conclusivi, pur rimarcando il valore della prestazione offerta dai suoi.
“Secondo me abbiamo fatto veramente una grande partita in dieci, in undici, in vantaggio, 0-0: una partita completa”, ha dichiarato Aquilani. “Affrontavamo una squadra con valori altissimi e oggi non si sono visti, quindi merito dei miei giocatori”.
Il tecnico ha evidenziato la qualità dell’approccio e l’atteggiamento mostrato dalla squadra nell’arco dei novanta minuti: “Hanno affrontato una partita molto difficile nel modo giusto, giocando e duellando. Mi dispiace per il pareggio solo perché questi ragazzi oggi si meritavano di vincere”.
Il rimpianto per le occasioni sprecate
Accanto alla soddisfazione per la prova, l’allenatore ha però puntato l’attenzione su un aspetto che, a suo giudizio, ha inciso in maniera decisiva sull’esito finale: la mancanza di concretezza.
“Dobbiamo essere più cinici. C’era lo spazio per fare il secondo gol, ma abbiamo sbagliato troppe scelte. Nel calcio se non la chiudi poi succede quello che è successo”, ha spiegato.
Per Aquilani, il vero snodo della partita è stato proprio nella gestione del vantaggio. Il Catanzaro, infatti, ha avuto la possibilità di indirizzare definitivamente il confronto, senza però riuscire a sfruttare i momenti favorevoli.
“Dovevamo avere la maturità di andare sul 2-0 e chiuderla. Negli ultimi venti minuti non c’era più partita”, ha aggiunto il tecnico, sintetizzando il principale motivo del rammarico maturato al triplice fischio.
“Abbiamo dimostrato di poter competere”
Nel bilancio complessivo della serata, Aquilani ha comunque rivendicato la crescita del gruppo e la capacità del Catanzaro 1929 di reggere il confronto con una squadra costruita per obiettivi di vertice.
“Abbiamo creato una realtà bella, difficile da costruire, con giovani e meno giovani. Ci sono tutte le condizioni per competere con il Monza”, ha sottolineato.
Poi il richiamo alla mentalità: “Ci vuole fame, voglia di andare oltre. Oggi abbiamo dimostrato di poter stare a questo livello”.
Parole che confermano la volontà del tecnico di leggere il risultato anche come tappa di un percorso, pur senza nascondere la delusione per un epilogo che ha tolto al Catanzaro una vittoria che sembrava a portata di mano.
L’episodio finale e la lezione da portare avanti
Inevitabile, nell’analisi del match, il riferimento all’azione che ha cambiato il finale di gara. Il rigore concesso al Monza nei minuti di recupero ha infatti trasformato una prestazione quasi perfetta in un pareggio dal sapore amaro.
“Se non la chiudi, con una squadra come il Monza che ha giocatori importanti, può bastare una palla in area e succede quello che è successo”, ha osservato Aquilani.
Da qui anche una lettura più prospettica dell’episodio: “Mi auguro che sia uno spunto di crescita, perché oggi i ragazzi meritavano questa soddisfazione”.
Le condizioni di D’Alessandro e le assenze in vista del prossimo turno
Tra i temi affrontati in conferenza stampa anche quello legato all’infermeria. A preoccupare è soprattutto la situazione di Marco D’Alessandro, costretto a lasciare il campo in condizioni non rassicuranti. “Ha un problema alla caviglia, è uscito con le stampelle. Speriamo non sia grave”, ha detto l’allenatore giallorosso.
Guardando al prossimo impegno, il Catanzaro dovrà inoltre fare i conti con diverse indisponibilità. Nonostante questo, Aquilani ha ribadito fiducia nella profondità della rosa: “Mancheranno cinque calciatori, ma ne abbiamo altri cinque molto bravi”.
La riflessione sul calcio italiano e il giudizio sul Monza
Nel finale del suo intervento, l’allenatore ha allargato il discorso oltre la singola partita, soffermandosi su un tema più generale legato al sistema calcio. “È un momento delicato, servirebbe più coraggio. Mancano i giovani, bisogna farli giocare. Il problema nasce dal calcio dilettantistico”, ha affermato.
Infine, nonostante la prestazione sottotono dei brianzoli, Aquilani ha confermato la propria valutazione sul valore dell’avversario: “Il Monza è una squadra candidata a salire direttamente in Serie A, con valori molto importanti”.








