Zenica non dimenticherà facilmente quella notte. Non solo per l’impresa della Bosnia Erzegovina, capace di sbarrare la strada mondiale all’Italia, ma per l’episodio che ha acceso il dibattito: il gesto del 14enne Afan Cizmic.
Nel momento più delicato della sfida, mentre Tahirovic trasformava il primo rigore, il giovane raccattapalle si è avvicinato alla porta azzurra e ha sottratto il foglietto con le indicazioni sui tiratori custodito da Gianluigi Donnarumma. Un’azione rapida, quasi impercettibile, ma che ha avuto un effetto concreto: da lì in poi il portiere italiano non è riuscito a neutralizzare alcun penalty.
Sui social il video è diventato virale, trasformando Cizmic in un simbolo dell’impresa bosniaca.
Da raccattapalle a eroe nazionale
Nel giro di poche ore, il ragazzo è diventato una vera e propria mascotte. Intervistato dalle televisioni locali, ha raccontato la sua versione dei fatti:
“Ho visto Donnarumma provare a strappare un foglio simile al nostro portiere e ho deciso di intervenire”.
Un gesto istintivo che in Bosnia viene celebrato come parte integrante del successo. Non a caso, tra tifosi e media è partita una richiesta corale: “Portiamolo ai Mondiali”.
Il precedente e la tensione in campo
L’episodio si inserisce in un contesto già acceso. Poco prima, infatti, Donnarumma aveva tentato di sottrarre il foglio dei rigoristi al portiere bosniaco Vasilj, generando un acceso battibecco tra i due estremi difensori.
“Ha cercato di strapparmi il foglio dalle mani. Per fortuna avevamo una seconda copia. Non mi era mai successo prima”, ha dichiarato Vasilj dopo la gara di Bundesliga giocata con il St. Pauli contro l’Union Berlino.
L’arbitro, in quell’occasione, aveva ammonito il portiere bosniaco, ma l’episodio aveva già acceso gli animi.
I precedenti italiani: quando il raccattapalle diventa protagonista
Non è la prima volta che un raccattapalle entra nella storia del calcio italiano. Nel 1975, Domenico Citeroni deviò con il piede un pallone destinato al gol durante Ascoli-Bologna, mentre nel 1987 Maurizio Piana fu protagonista di un episodio acceso in Sampdoria-Inter, arrivando persino a subire un calcio da Passarella.
Storie diverse, unite da un filo comune: il ruolo inatteso di chi, ai margini del campo, può diventare decisivo.
Un dettaglio che fa la differenza
Nel calcio moderno, ogni minimo particolare può incidere. Il caso Cizmic lo dimostra: un gesto apparentemente marginale si è trasformato in un fattore psicologico determinante.
Per l’Italia resta l’amarezza di un’eliminazione inattesa. Per la Bosnia, invece, anche il nome di un raccattapalle entra nella leggenda.
* Foto: ANSA








