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8 Aprile 2026
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Caro gasolio in Calabria, allarme per Noleggio con conducente e turismo: “Costi insostenibili”

Prezzi oltre i 2,20 euro al litro e margini ridotti. Il rischio è una stagione turistica compromessa

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L’aumento del prezzo del gasolio, spinto dalle tensioni internazionali e dalle criticità legate allo Stretto di Hormuz, sta mettendo in difficoltà l’intero comparto dei trasporti.
In Calabria, però, gli effetti sono ancora più pesanti: il costo ha superato i 2,20 euro al litro, tra i più alti in Italia, con ripercussioni dirette su NCC e turismo.

L’allarme degli operatori: “Non è più sostenibile”

A lanciare l’allarme è Giuseppe Sirianni, amministratore di RentCalabria e operatore turistico: “Non possiamo più affrontare il nostro lavoro con gli stessi equilibri economici della scorsa estate”, spiega, evidenziando come il tentativo di contenere i prezzi per i clienti stia diventando impraticabile.
“Abbiamo cercato di contenere i costi verso i clienti, ma ormai diventa impossibile farlo senza compromettere la sostenibilità della nostra attività”.

Turismo a rischio proprio all’inizio della stagione

Il rincaro arriva nel momento più delicato dell’anno. Con l’avvio dei flussi turistici, infatti, i costi operativi sono destinati ad aumentare ulteriormente, con inevitabili effetti anche sui prezzi per i viaggiatori.
“La Calabria potrebbe accogliere più visitatori grazie all’attenzione verso mete alternative al Medio Oriente, ma dobbiamo riuscire a farlo senza subire perdite economiche”, sottolinea Sirianni.

Effetti a catena su trasporti e servizi

L’aumento dei carburanti non colpisce solo gli NCC. Si tratta di una crisi che rischia di estendersi a tutta la filiera, coinvolgendo autotrasporto, turismo, commercio e servizi.
Anche negli aeroporti iniziano a vedersi i primi segnali: limitazioni nei rifornimenti sono state introdotte a Linate, Bologna, Treviso, Venezia e Reggio Calabria.

“Serve un intervento immediato”

Dal settore arriva una richiesta chiara alle istituzioni. “Serve attenzione e interventi concreti da parte delle istituzioni per non mettere a rischio il lavoro di chi ogni giorno garantisce mobilità e servizi nel turismo”, afferma Sirianni, evidenziando anche la mancanza di prese di posizione forti da parte del comparto.

Il rischio: crisi economica e stagione compromessa

Il timore è che l’emergenza carburante si trasformi in qualcosa di più profondo. Non si tratta più di una criticità settoriale, ma di una crisi sistemica, capace di mettere in difficoltà l’intera economia regionale.
Senza misure urgenti, il rischio concreto è una stagione turistica ridimensionata e un ulteriore arretramento economico e occupazionale per un territorio che punta proprio sul turismo per crescere.

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