Un riconoscimento che segna un salto di livello, ben oltre il valore artistico. Il maestro orafo crotonese Michele Affidato è stato nominato Interlocutore Referente ad quinquennium della Pontificia Accademia di Teologia, organismo presieduto da mons. Antonio Staglianò.
Un incarico di alto profilo che lo inserisce direttamente nel dialogo tra fede, cultura e sapere, in linea con la visione della Chiesa contemporanea.
Un percorso costruito accanto ai Papi
La nomina non arriva per caso. Affidato rappresenta infatti una delle figure più consolidate nel rapporto tra arte e Vaticano, con collaborazioni che attraversano quattro pontificati: da San Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, fino agli incarichi per la Segreteria di Stato negli anni più recenti.
Insieme al figlio Antonio, è tra i fornitori ufficiali della Santa Sede, con opere destinate a diventare doni istituzionali per Capi di Stato, ministri e autorità religiose di tutto il mondo.
La teologia che dialoga con la bellezza
La scelta si inserisce in una visione precisa: una teologia “sapienziale” capace di dialogare con arte, scienza e vita quotidiana.
Un indirizzo ribadito anche da Papa Leone XIV, che durante un’udienza ha sottolineato come la teologia debba confrontarsi con l’arte per “illuminare l’esistenza e riscattare i deboli”.
Un principio che Affidato incarna da anni, trasformando metalli preziosi in simboli di fede, identità e speranza, come nel caso dei diademi realizzati per la Madonna di Częstochowa.
Nuovo incarico anche a Roma
Non solo Accademia. Affidato entra anche nel Comitato della Chiesa degli Artisti di Roma, in Piazza del Popolo, realtà che promuove iniziative culturali e solidali a livello internazionale.
Un contesto in cui la bellezza diventa linguaggio universale, capace di unire esperienze e culture diverse.
Un messaggio che parte da Crotone
Dietro il riconoscimento c’è una visione più ampia. L’arte, per Affidato, non è mai fine a se stessa ma strumento di dialogo e missione, un modo per costruire ponti tra popoli e tradizioni, portando – come richiesto dalla Chiesa – “il lievito buono del Vangelo nelle differenti culture”.
Con questa nomina, Crotone si afferma ancora una volta sulla scena internazionale, grazie a un artigiano capace di trasformare il saper fare locale in un messaggio globale di pace e condivisione.







