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10 Aprile 2026
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Inchiesta “Teorema” a Crotone, al via gli interrogatori preventivi: due indagati si difendono davanti al gip

Bisceglia e Luchetta rispondono al giudice. Al centro dell’indagine un presunto sistema su appalti e edilizia scolastica: 20 indagati e cinque società sequestrate

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Va avanti l’inchiesta “Teorema”, il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Crotone su un presunto sistema illecito che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe riguardato appalti, affidamenti pubblici e incarichi connessi soprattutto al settore dell’edilizia scolastica.

Nella giornata di oggi si sono svolti nuovi passaggi davanti al giudice per le indagini preliminari Assunta Palombo, che ha ascoltato due degli indagati coinvolti nell’indagine sfociata nell’operazione eseguita dalla Guardia di Finanza.

Due ore davanti al gip per chiarire le rispettive posizioni

A comparire davanti al gip sono stati Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta, entrambi assistiti dall’avvocato Sabrina Rondinelli. I due hanno scelto di rispondere alle domande del giudice, affrontando un interrogatorio durato complessivamente circa due ore.

Secondo quanto emerso, entrambi avrebbero fornito la propria versione dei fatti nel tentativo di chiarire le rispettive posizioni all’interno del quadro investigativo delineato dalla Procura. L’inchiesta, nella sua attuale fase, conta 20 avvisi di garanzia notificati ad altrettanti indagati.

Le accuse contestate dalla Procura

Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo e naturalmente tutte ancora da verificare nelle sedi competenti, comprendono corruzione, falso ideologico in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Si tratta di contestazioni che ruotano attorno a quello che gli inquirenti ritengono essere un presunto sistema di gestione irregolare di affidamenti e servizi pubblici, sul quale la Procura di Crotone sta cercando di ricostruire ruoli, rapporti e flussi economici.

Al centro dell’indagine anche l’ex vicepresidente della Provincia Fabio Manica

Tra i nomi principali emersi nell’inchiesta figura anche Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia di Crotone ed ex presidente facente funzioni dell’ente. Secondo l’impostazione accusatoria, Manica avrebbe avuto un ruolo centrale nel presunto meccanismo sotto osservazione.

Per gli inquirenti, avrebbe messo a disposizione il proprio ufficio per incidere su affidamenti e servizi pubblici, in un contesto che la Procura descrive come una rete strutturata di relazioni finalizzate ad agevolare incarichi e lavori.

Gli investigatori contestano a Manica un ruolo apicale, indicandolo come presunto “capo, promotore ed organizzatore” del sodalizio ipotizzato.

Sequestrate cinque società, sotto la lente il sistema degli affidamenti

L’indagine ha già prodotto un effetto rilevante sul piano patrimoniale e societario, con il sequestro di cinque società ritenute dagli inquirenti collegate al presunto circuito di affidamenti illeciti.

Secondo la ricostruzione della Procura, al centro ci sarebbe stato un sistema basato su piccoli lavori pubblici e incarichi distribuiti in modo irregolare, con particolare attenzione ad alcuni interventi riconducibili all’edilizia scolastica.

L’accusa ipotizza che, attraverso questo schema, sarebbero stati pilotati affidamenti diretti e rapporti professionali, con presunti ritorni economici ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

La posizione degli altri indagati e le richieste cautelari

La giornata odierna si inserisce nel più ampio calendario degli interrogatori preventivi che riguardano i principali indagati dell’inchiesta. Oltre a Fabio Manica, risultano coinvolti anche altri professionisti e imprenditori per i quali la Procura ha avanzato richieste di misure cautelari.

Sarà ora il gip, dopo aver completato il quadro degli interrogatori, a valutare se sussistano o meno i presupposti per l’adozione delle misure richieste dagli inquirenti.

Il filone investigativo e i presunti legami con il territorio

Nel fascicolo emergerebbero inoltre ulteriori approfondimenti su altri contesti amministrativi del Crotonese, con verifiche anche su presunti episodi di falso in atto pubblico e su possibili canali di influenza nei rapporti con enti locali e apparati amministrativi.

In questa fase, però, il procedimento resta ancora pienamente nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni della Procura dovranno quindi essere sottoposte al vaglio del giudice e, successivamente, al confronto processuale, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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