Il dibattito sull’autonomia differenziata si infiamma in Calabria dopo il voto favorevole espresso dal Presidente Roberto Occhiuto in sede di Conferenza Stato-Regioni. Una decisione che Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/AVS, definisce senza mezzi termini come la fine di una narrazione prudente durata mesi. Secondo l’esponente di AVS, i fatti smentiscono drasticamente la comunicazione social del Governatore: “Roberto Occhiuto ha votato sì all’autonomia differenziata sulla sanità durante la Conferenza Stato-Regioni. Questo è il fatto. Tutto il resto – le dichiarazioni, i video, i reel in cui si mostrava prudente e attento ai diritti dei calabresi – oggi appare per quello che è: pura propaganda”. La critica si concentra sulla distanza tra le rassicurazioni pubbliche e l’azione istituzionale, delineando un quadro di allineamento totale alle direttive del governo centrale a discapito delle specificità locali.
Il rischio di un aumento delle disuguaglianze territoriali
L’accusa di Campana si sposta poi sulle conseguenze strutturali che tale riforma potrebbe produrre su un sistema sanitario già profondamente provato. Il timore è che il nuovo modello istituzionale finisca per cristallizzare, se non peggiorare, il fenomeno della migrazione sanitaria. “Siamo davanti a un clamoroso doppiogiochismo politico”, incalza il portavoce verde, sottolineando come l’adesione al progetto del centrodestra rappresenti, a suo avviso, una scelta consapevole che penalizza i territori più vulnerabili. “Votare sì all’autonomia differenziata sulla sanità significa accettare un modello che aumenterà le disuguaglianze territoriali, penalizzando proprio le regioni più fragili come la Calabria. Significa dire ai nostri concittadini che continueranno a curarsi fuori regione, che il diritto alla salute resterà più debole qui che altrove”, aggiunge Campana con fermezza.
Fondi di coesione e difesa: lo scontro sulle risorse sottratte
Oltre alla partita dell’autonomia, il fronte dell’opposizione contesta duramente la gestione dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC). Il riferimento è allo stanziamento di 15 milioni di euro inizialmente destinati al territorio calabrese e ora dirottati verso capitoli di spesa legati alla difesa. Per Campana si tratta di una “doppia sottrazione” che colpisce i servizi essenziali. Lo strappo viene definito gravissimo poiché, in questo caso, la responsabilità viene attribuita direttamente alla gestione regionale: “Uno scippo perpetrato non da mano romana, com’è capitato sistematicamente in questi anni, ma dà una mano calabrese”. Questo travaso di risorse, unito alla riforma dell’autonomia, configurerebbe un indebolimento simultaneo della sanità pubblica e delle prospettive di crescita infrastrutturale della regione.
Il ruolo del Governatore e le prospettive di opposizione
In chiusura, il portavoce di Europa Verde/AVS ribadisce la volontà di contrastare quello che descrive come un disegno politico di sottomissione agli equilibri romani. La dialettica politica si fa particolarmente dura nel definire il ruolo ricoperto dal Presidente della Giunta, accusato di aver anteposto l’appartenenza di coalizione agli interessi dei propri elettori. “Altro che difesa della Calabria, qui siamo davanti a un presidente che esegue”, conclude Campana, rivolgendo un monito finale sull’autonomia di giudizio dei cittadini: “La Calabria non è una periferia sacrificabile e i calabresi, che si stanno finalmente accorgendo che hanno riconfermato alla guida della Regione una carta da parati, non sono merce di scambio”.







